Il sabato 8 dicembre tutti a Berna contro le politiche migratorie svizzere!

Riceviamo e diffondiamo l’appello da parte del Collettivo R-ESISTIAMO per partecipare alla Manifestazione  del prossimo 8 dicembre organizzata da Migrant-Solidarity-Network.

Dei bus in partenza dal Ticino saranno a disposizione per la trasferta a Berna!

Interessati? Prenotate il vostro posto inviando un’e-mail all’indirizzo: resistiamo.ticino@gmail.com

I rimpatri non sono una soluzione!

La violenza subita durante i rimpatri forzati è traumatica, oltretutto chi emigra e fugge da guerre
subisce e affronta già un viaggio estremamente pericolo e costoso.
I rimpatri forzati costringono le persone a tornare nel paese dal quale sono fuggite, impongono loro
di rientrare nonostante i molti pericoli e violano l’integrità fisica e psicologica delle persone.
A causa dei rimpatri forzati, molto spesso, le persone subiscono gravi conseguenze, come la morte.
Tuttavia le autorità svizzere non si preoccupano minimamente delle persecuzioni, della povertà e
dell’isolamento sociale che queste persone subiscono nei loro paesi d’origine; le conseguenze
disumane di tali rimpatri sono semplicemente accettate e accettabili.
 I rimpatri forzati sono una tortura
 Le persone devono poter decidere liberamente se tornare nel proprio paese d’origine
 Esigiamo rispetto per l’integrità psichica e fisica di tutte le persone
Per poter espellere più facilmente le persone sono state create leggi apposite che non valgono per i
cittadini e le cittadine svizzeri/e. Secondo queste leggi le persone che hanno subito una decisione di
respingimento possono essere incarcerate per 5 anni e mezzo, senza aver mai commesso un crimine.
La carcerazione amministrativa non è l’unica misura coercitiva attuata, alle persone può essere,
inoltre, vietata l’entrata in determinate zone (delimitazione) o imposto l’obbligo di rimanere entro
certi limiti (emarginazione). Per attivare queste pesanti limitazioni della libertà non è neppure
necessaria una decisione giudiziaria, basta una semplice valutazione dell’autorità preposta.
Un ulteriore metodo di manipolazione della volontà della persona è l’inserimento nel sistema di
emergenza. I/le rifugiati/e vengono inseriti in questo circolo vizioso fino allo sfinimento psico-
fisico, affinché loro stessi decidano di abbandonare la Svizzera “volontariamente”. Le pessime
condizioni di alloggio e i circa 8 franchi giornalieri sono troppi per morire di stenti e troppo pochi
per sopravvivere. Di fatto l’aiuto di emergenza è una tortura psicologica che fa gravemente
ammalare chi lo subisce.
 La carcerazione amministrativa e l’aiuto di emergenza sono indecorosi e privativi dei diritti
umani
 Pretendiamo la parità di trattamento di cittadini/e svizzeri/e e persone senza permesso di
soggiorno
 Esigiamo l’accesso a lavoro, formazione, salute, aiuto sociale e vita comunitaria per tutte e
tutti

Una parte della popolazione vuole rimpatriare i/le migranti ad ogni costo, tuttavia non tutti gli Stati
accettano i rimpatri automaticamente. In quest’ottica molti Stati europei trattano degli accordi di
rimpatrio forzato con gli Stati del sud del mondo oppure negoziano dei “partenariati delle
migrazioni”. La Svizzera approfitta del proprio rapporto di forza per esercitare pressioni sulle
autorità politiche nei paesi di origine, indipendentemente dal regime dittatoriale o democratico
vigente. Il meccanismo è sempre lo stesso: più rimpatri accetta un determinato Stato, più riceverà
sostegno finanziario, incentivi economici e riconoscenza politica. Al contrario, se lo Stato in
questione non collabora, la Svizzera minaccia sanzioni politiche o economiche e la decurtazione
degli aiuti allo sviluppo.
 Gli accordi di rimpatrio fortificano un sistema mondiale di post-colonialismo e imperialismo
 Non deve essere siglato nessun accordo sulla vita dei/delle migranti
 Dobbiamo combattere e sconfiggere le vere cause delle migrazioni e fermare subito l’esportazione di armi

La procedura di Dublino permette, ogni anno, che decine di migliaia di persone vengano spostate
tra i vari paesi europei, come fossero merci. In questo campo la Svizzera primeggia, nessun altro
paese europeo espelle così tante persone quanto la Svizzera. Quotidianamente vengono esclusi e
respinti dalle procedure d’asilo 54 persone. La Svizzera non accoglie nessun/a rifugiato/a che passa
da un paese europeo confinante, bensì li/le rimanda malamente indietro. Negli ultimi 3 anni la
Svizzera ha accolto solo 1500 migranti da Italia e Grecia, nonostante e a causa del Programma di
ricollocamento.
 Il peggior accordo di rimpatrio forzato è la procedura di Dublino
 La Svizzera deve abbandonare la procedura di Dublino
 Le autorità svizzere devono applicare automaticamente il diritto di entrata in materia d’asilo

 

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