Opponiamoci! RIE3, PF17, RFFA… No è no! Il lupo perde il pelo ma non il vizio!

La RIEIII diventa RFFA

L’abbreviazione RFFA sta per “Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS”. La RFFA è il risultato del Progetto fiscale 17 (PF17), trattato nel Parlamento Federale inseguito alla bocciatura popolare della Riforma dell’imposizione delle aziende 3 (RIE3). Per rispondere alle pressioni internazionali, la RIE3 avrebbe dovuto abolire i privilegi fiscali per le aziende a statuto speciale (holding, società miste e società “bucalettere”). Allo stesso tempo, tuttavia, dei nuovi privilegi fiscali dovevano essere introdotti per le aziende, ciò che avrebbe significato perdite milionarie per le casse pubbliche. La RIE3 è stata nettamente bocciata alle urne nel febbraio del 2017. Il Consiglio federale ha quindi dovuto redigere un nuovo progetto di legge e la RIE3 è finalmente diventata PF17 ed in seguito il decreto federale RFFA. Quest’ultimo prevede che i regali fiscali alle aziende siano legati al finanziamento dell’AVS. Il Partito Svizzero del Lavoro – Partito operaio e popolare (PsdL-POP), insieme ad altri partiti, organizzazione e sindacati hanno lanciato il referendum contro la RFFA.

No a delle perdite fiscali miliardarie!

Il Consiglio Federale parte dal principio che la RFFA provocherà per la Confederazione, i cantoni e i comuni una perdita di introiti fiscali di almeno due miliardi di franchi, il che significa che quei soldi saranno regalati alle aziende. La perdita potrebbe però essere maggiore, visto che nella RIE3, la perdita prevista era di 4 miliardi di franchi. Inoltre la RFFA contiene delle misure (come la “Patent Box”) che concederebbero alle aziende dei regali fiscali che potrebbero aumentare fino al 70% per le aziende. Infine tutti i cantoni potrebbero ridurre l’imposta sull’utile. La media cantonale potrebbe quindi passare dal 13,7 al 8,3%.

È così che accadrà. Esempi concreti!

Basilea città: Il mezzo Cantone ha già fatto adottare dal suo Parlamento un progetto di legge analogo. Risultato: l’imposta sui benefici è stata ridotta dal 22 al 13 percento (!), grazie alla cosiddetta “Patent Box” le aziende potranno risparmiare fino al 40% in tasse e il tasso d’imposizione sarà ridotto dal 5,25 al 1 per mille. Il risultato sarebbe una perdita netta di 150 milioni di franchi in entrate pubbliche.

Zurigo: Il progetto di esecuzione cantonale della RFFA prevede una riduzione dell’imposta sull’utile. Secondo il Consiglio di Stato, solo questa concessione costerebbe più di mezzo miliardo di franchi, 275 milioni a carico del cantone e 250 milioni a carico dei comuni. Ma non è tutto. Delle misure quali la “Patent Box” e la deduzione fiscale per la ricerca e lo sviluppo causerebbero perdite per svariate centinaia di migliaia di franchi.

Vaud: Il tasso impositivo delle aziende è stato abbassato dal 20,95% al 13,79% nel 2018. Secondo il governo, le perdite fiscali saranno di 440 milioni di franchi. Tuttavia, il budget prevede anche 50 milioni di gettito fiscale proveniente dalle aziende che beneficiano di un “tasso d’imposizione speciale” e ciò si tradurrebbe dunque in una perdita netta di 390 milioni per le casse del cantone. Il colmo è che anche lo stesso governo rimette in questione questo gettito supplementare previsto nel budget. Ammettendo che “non è sicuro che i gettiti fiscali previsti possano essere realizzati”. Bisogna dunque prevedere perdite fiscali di circa mezzo miliardo di franchi.

Neuchâtel: Il governo neocastellano ha dimezzato il suo tasso d’imposizione delle aziende nel 2010. In più, l’imposta sul capitale di tutte le holding è passato dallo 0,5 allo 0,005 per mille. Le conseguenze dirette di queste misure sono state dei risparmi nel settore della sanità e soprattutto in quello dell’educazione. Per esempio, certe filiere sono state completamente smantellate, come la scuola di musica della città di Neuchâtel, mentre altre raddoppiato la loro tassa d’iscrizione.

Regali fiscali = misure di risparmio!

Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere! I regali fiscali alle aziende saranno finanziati a scapito della popolazione, in particolare attraverso dei tagli e delle misure di risparmio che andranno a colpire il servizio pubblico, le assicurazioni come l’AVS e l’AI, ma anche l’educazione e la salute pubblica. Anche in questo caso c’è un esempio concreto: con la “Revisione del diritto fiscale 2011”, il canton Lucerna ha ridotto l’imposta sull’utile delle aziende del 50% in due anni. Nell’autunno del 2014, il Consiglio di Stato ha dovuto presentare un programma di risparmio annuale di 110 milioni di franchi.

Accordo? No, ricatto!

Combinare i regali fiscali con il finanziamento dell’AVS non è né un accordo né tanto meno un compromesso, ma un vero ricatto! L’AVS e l’imposizione delle aziende sono due cose completamente diverse. Inoltre, la situazione finanziaria dell’AVS è buona e stabile. Allora perché inventarsi questo baratto? Il legame deciso dal Parlamento è pericoloso perché, per la prima volta nella storia, il finanziamento dell’AVS è reso dipendente dal benessere delle aziende. Opponiamoci a questo concetto! Il finanziamento dell’AVS è un mandato costituzionale che dev’essere affrontato indipendentemente dalla riforma fiscale delle imprese.

Non sta alle lavoratrici e ai lavoratori pagare i regali fiscali!

Sui 2,1 miliardi di franchi da versare nell’AVS, 600 milioni dovranno essere versati dalle lavoratrici e dai lavoratori attraverso un aumento dello 0.15% dei contributi salariali, senza però avere in cambio un aumento delle pensioni. Le lavoratrici e i lavoratori pagano tanto quanto le aziende, ma queste ultime beneficiano di misure fiscali e di riduzioni dell’imposta sull’utile. Un buon compromesso? No! Il POP/PSdL rifiuta categoricamente l’idea che le lavoratrici e i lavoratori debbano pagare i regali fiscali alle aziende.

Aumenta la pressione sulle rendite!

Il ricatto aumenterà quanto la pressione sulle pensioni. La più recente proposizione di un Consigliere federale per la riforma delle pensioni prevede di nuovo un innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni. Le aziende hanno annunciato che aspirano a un processo di riforma veloce della previdenza per la vecchiaia. L’obiettivo è di aumentare a 70 anni l’età di pensionamento per tutte e tutti e di ridurre il tasso di conversione dei fondi di pensione. Da sempre il POP/PSdL ha difeso i principi di una previdenza AVS sicura e solidale. Ancora una volta, come per il PV2020, lotteremo contro qualsiasi forma di deterioramento del sistema delle pensioni.

Stop all’evasione fiscale delle imprese!

Molti paesi del Sud sono ricchi in materie prime, ma vengono continuamente saccheggiati dalle multinazionali, alcune delle quali hanno la loro sede sociale in Svizzera. Al giorno d’oggi, l’evasione fiscale sottrae più di 200 miliardi di franchi ogni anno sul piano impositivo. Questi soldi mancano per l’infrastruttura, l’educazione e la salute locale e obbliga ogni giorno un numero indeterminato di persone a emigrare.

Infine, ricordiamolo..

Il 24 febbraio 2008, il referendum contro la seconda riforma fiscale dell’imposizione delle imprese (RIE2) è passata per il rotto della cuffia, con ben 49,5% dei votanti schierati contro la riforma. Nel libretto di voto, il Consiglio federale prevedeva delle perdite fiscali equivalenti a 80 milioni di franhi all’anno. Tre anni più tardi, il 14 marzo del 2011, il Consiglio federale ha dovuto ammettere, sotto la pressione del Parlamento, che la Confederazione, i cantoni e i comuni dovevano aspettarsi perdite fiscali per più di 7 miliardi di franchi nel corso dei prossimi dieci anni a causa della RIE2. Il 6 giugno del 2015, il Tagesanzeiger scriveva: “il voto sulla RIE2 è considerato come il punto più basso per la democrazione svizzera”. Il Consiglio federale ha già mentito spudoratamente al popolo pur di difendere le imprese. Questa volta possiamo aspettarci altrettanto.

Una politica fiscale radicalmente diversa è necessaria

Il POP/PSdL ha sempre respinto categoricamente i privilegi fiscali. Questa volta si tratta di perdite fiscali massicce che la Confederazione, i cantoni e i comuni dovranno compensare attraverso delle misure di risparmio. E per misure di risparmio si intendono concretamente la riduzione delle prestazioni sociali, i tagli nel campo dell’educazione, della salute, dei trasporti pubblici, ecc. Le misure di risparmio sono sempre messe in atto a scapito della popolazione e mettono in pericolo migliaia di posti di lavoro direttamente o indirettamente legati alla pubblica amministrazione.

Per tutte queste ragioni, il Partito operaio e popolare, sezione ticinese del Partito Svizzero del Lavoro, si batte contro la RFFA così come si è opposto con la RIE3. Noi esigiamo, da ben prima che cominciassero a farlo l’UE e l’OCSE, l’abolizione delle imprese a statuto speciale, ma senza ulteriori regali fiscali!

Redistribuzione dall’alto verso il basso

Il sistema fiscale è da sempre un’espressione dei rapporti di forza nella società. Attualmente viviamo un aumento della redistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto a causa dell’attuale sistema. Il POP/PSdL rivendica da sempre la sicurezza e la giustizia sociale. La giustizia sociale significa anche una partecipazione ugualitaria alla democrazia, all’educazione, al lavoro e alla cultura. Aspiriamo dunque ad una ridistribuzione dall’alto verso il basso. Vogliamo rinforzare le finanze pubbliche attraverso una politica fiscale equa, il che significa un aumento dell’introito fiscale. Solo i ricchi possono permettersi uno Stato povero. Per questo noi chiediamo:

  • L’aumento dell’imposizione sull’utile aziendale

  • L’aumento radicale dell’imposta sugli utili immobiliari

  • L’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie

  • L’introduzione di un’imposta nazionale sull’eredità

  • L’armonizzazione dei tassi impositivi nei comuni e nei cantoni

  • L’aumento delle tasse sulle grandi fortune

Rendite assicurate grazie ad un AVS forte!

Nel corso della sua storia, il POP/PSdL ha sempre difeso i principi di una previdenza vecchiaia forte e solidale. Negli ultimi decenni, pare sempre più evidente come la previdenza professionale attraverso i fondi di pensione (secondo pilastro) non possa offrire alcuna sicurezza ad ampi strati della popolazione. Il capitale di risparmio dipende, inoltre, da tutta una serie di fluttuazioni e tendenze speculative nei mercati finanziari. I 900 miliardi di franchi in capitali accumulati dalle diverse casse pensioni sono fragili e costosi nelle loro gestione. Il sistema di ripartizione dell’AVS, secondo il quale i contributi attuali finanziano le rendite attuali, è diverso.

È per questo che il POP/PSdL raccomanda il rinforzo e l’estensione dell’AVS, innanzitutto integrando la parte obbligatoria del secondo pilastro nell’AVS (primo pilastro). Ed in seguito aumentando drasticamente le rendite AVS. La nostra Costituzione federale attualmente prevede che “le rendite AVS devono coprire i bisogni vitali in maniera appropriata” e che “permettono all’assicurato di mantenere in maniera appropriata il suo livello di vita antecedente”. Per evitare che queste garanzie non rimangano lettera morta, il POP/PSdL esige une pensione minima (indicizzata al costo della vita) di 4’000 franchi al mese.

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