Firma il referendum contro la RFFA: Fermiamo i regali per i ricchi!

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RFFA: un regalo esplosivo!

Lo scorso 17 settembre il Parlamento federale ha approvato la legge sulla riforma fiscale e finanziamento dell’AVS (RFFA), con l’appoggio delle forze politiche di centro e centro-destra presenti in Parlamento. Questa riforma nasce dalla bocciatura alle urne della riforma impositiva della aziende (RIE3) e della riforma dell’AVS (PV2020), sin dall’inizio combattute dal Partito operaio e popolare sul piano nazionale e cantonale.

Ora, questa riforma lega i due temi, prevedendo dunque da una parte un ulteriore finanziamento delle pensioni delle lavoratrici e dei lavoratori, che dipende però dall’accettazione di diversi strumenti fiscali che porterebbero a concessioni miliardarie alle più grandi aziende presenti nel nostro territorio.

Si tratta dunque di un vero e proprio ricatto, poiché non esiste nessun legame logico fra la salute finanziaria del primo pilastro, non critica tra l’altro, e la tassazione degli utili delle grandi aziende.

Noi del Partito operaio e popolare siamo certamente contro l’abolizione delle aziende a statuto speciale, devastanti sul piano finanziario e sociale per lo Stato, e anche per il rafforzamento del primo pilastro, vera previdenza sociale e solidale delle lavoratrici e dei lavoratori, ma non tolleriamo che queste riforme servano come giustificazione di ulteriori regali miliardari per i soliti privilegiati. Poiché le misure contenute nella RFFA creeranno buchi miliardari nelle casse dello Stato e indeboliranno automaticamente la portata dello stato sociale e dei servizi pubblici.

Le proposte sul piano finanziario della RFFA prevedono infatti tutta una serie di strumenti, tra i quali il controverso Patentbox, che, secondo Urs Schaffer, direttore delle imposte della città di Bienne, permetterebbero alle aziende di dedurre fino al 70% delle loro tasse, laddove oggi ne pagano il 100%.

Queste misure sono dunque l’ennesimo risultato della maggioranza di un Parlamento che lavora unicamente per le grosse aziende presenti in Svizzera, imprese che provocano importanti costi esternalizzati verso la comunità e che, secondo una recente ricerca, sono coinvolte quasi una volta al mese in violazioni dei diritti umani o degli standard ambientali all’estero.

Con queste misure si fomenterebbe inoltre un’ulteriore corsa al ribasso del gettito fiscale, creando concorrenza sia sul piano internazionale, a scapito delle già deboli entrate fiscali dei paesi del Sud, che sul piano inter-cantonale, favorendo i grossi agglomerati e quei piccoli cantoni che fungono da paradisi fiscali.

Sul rifinanziamento dell’AVS, noi del Partito operaio e popolare non riteniamo problematico lo stato finanziario del Primo pilastro, le cui casse godono tutto sommato di una buona salute. Basterebbe però creare gli strumenti necessari per garantire una giusta parità salariale fra uomo e donna, per vedere entrare nelle casse dell’AVS svariati milioni di franchi. Inoltre, le misure proposte per il rifinanziamento colpiscono per la maggior parte direttamente i salari delle lavoratrici e dei lavoratori a basso reddito, andando ad erodere ulteriormente il loro potere d’acquisto.

La RFFA non è dunque altro che un regalo esplosivo, nel quale troviamo da una parte il furto legalizzato delle ricchezze prodotte dalle lavoratrici e dai lavoratori in Svizzera e all’estero, e dall’altra quello che vorrebbe essere un compenso riparatore per le pensioni dei cittadini, ma che non è altro che uno strumento sleale per indorare la pillola.

Nel Partito operaio e popolare abbiamo lavorato sin dall’inizio alla costruzione di un’ampia coalizione di sinistra sul piano nazionale e cantonale contro la RFFA, ed è per questo che sosteniamo attivamente la raccolta firme per il Referendum lanciato il 6 ottobre a Berna.

Per queste ragioni vi invitiamo dunque a firmare il referendum e ad annunciarci le vostre disponibilità per partecipare ai vari momenti di raccolta firme che ci saranno in tutto il territorio ticinese.

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