La terra è di nessuno, i frutti son di tutti. Stefano Moretti sostiene l’iniziativa per la sovranità alimentare

Se il cinipide del castagno avesse colpito i nostri boschi, neanche un qualche decennio fa al sud delle Alpi avrebbe provocato una carestia.
Forse, nella nostra società non ci è completamente chiaro il concetto della sovranità alimentare.
Certo! negli ultimi 25-30 il mercato del lavoro si è nettamente precarizzato, pure nel nostro paese, in particolarmodo nella Svizzera Italiana… ma prima di fare la fame ancora ne passa.
L’iniziativa lanciata da Uniterre e sostenuta da altre associazioni contadine ed ambientaliste getta le basi per il miglioramento delle condizioni di lavoro e di reddito in questo settore.
Oltre a voler bandire OGM, Monsanto e compagnia bella; quelli che per intenderci, un Tribunale di Los Angeles ha condannato a risarcire 200 milioni di dollari un giardiniere ammalatosi di cancro, maneggiando il famigerato RoundUp.
Una ripartizione più equa delle risorse economiche create da chi produce i prodotti agricoli, getterebbe le basi per il miglioramento delle condizioni di lavoro e di reddito di chi è attivo nel settore primari.
Oggigiorno chi chi ha il coltello dalla parte del manico sono i grandi distributori, che ne dettano i prezzi.
Mentre sono proprio gli agricoltori ad assumersi i rischi maggiori per i propri raccolti, la meteo, epizoozie e non da ultimo i cambiamenti climatici possono distruggerti anni interi di lavoro.
Trovo giusto quindi che lo stato, cioè la collettività intervengano per regolare la questione, quindi v’invito a votare sì a l’iniziativa sulla sovranità alimentare del prossimo 23 settembre.
Perché la favola del mercato che si auto-regola, l’abbiamo vista in tutti ambiti dell’economia che è solo una pia illusione, che porta solo alla legge del più forte.

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