Lettera aperta degli esuli colombiani in Svizzera

Il Partito Operaio e Popolare riceve e pubblica volentieri la presa di posizione della comunità Colombiana in Svizzera, preoccupata per la pace nel proprio paese.

Onorevoli,

Alain Berset – Presidente della Confederazione Svizzera – Capo del Dipartimento Federale dell’Interno (DFI)

Ignazio Cassis – Capo del Dipartimento Federale degli Affari Esteri (DFAE)

Egregi Signori,

In qualità di organizzazioni dei residenti colombiani nel territorio svizzero e delle associazioni svizzere che lavorano in e per la Colombia, vi scriviamo per esprimervi la nostra preoccupazione riguardo alle recenti uccisioni sistematiche delle e dei dirigenti politici e sociali in Colombia.

Chiediamo al governo della Confederazione svizzera di intervenire nei confronti del governo colombiano per cercare di fermare questo bagno di sangue.

In Colombia, la difesa della pace, della democrazia, dell’ambiente e dei diritti umani è repressa e perseguita dalla giustizia e le dirigenti e i dirigenti sociali sono perseguitati e uccisi. Nel corso di quest’anno, 102 difensori dei diritti umani, dirigenti sociali, militanti ambientali, e membri di organizzazioni comunitarie ethno-territoriali sono stati uccisi, portando ad un totale di 406 uccisioni da dopo la firma dell’accordo di pace. L’equivalente a due dirigenti sociali assassinati ogni tre giorni. Questa situazione si è aggravata con la morte di più di 15 militanti nel corso degli ultimi 5 giorni e il perpetuarsi di un massacro nel quale sono stati assassinati 6 lavoratori agricoli. La situazione è talmente grave che diverse organizzazioni internazionali, quali l’ONU e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCHR), hanno fatto delle dichiarazioni chiedendo al governo colombiano di prendere misure per garantire la vita delle dirigenti e dei dirigenti sociali.

Il recente rapporto dell’UNHCHR (Ginevra, 21 marzo 2018) ha espresso la grande preoccupazione riguardo a questa situazione nella quale «apparentemente, diverse vittime sono state uccise per sostenere le politiche derivate dall’accordo [di pace], [delle politiche come] la sostituzione delle culture illecite e la riforma globale dell’agricoltura]», mettendo in evidenza il paradosso secondo il quale «negli anni precedenti i difensori dei diritti umani sono stati uccisi per essersi opposti alla politica di governo», distruggendo così i pilastri fondamentali per consolidare la pace e la democrazia nel paese.

Un paese democratico deve innanzitutto rispettare la vita delle sue cittadine e dei suoi cittadini e dare le garanzie necessarie per poter esercitare l’opposizione, quello che il governo colombiano non sta facendo. La persecuzione, i crimini, e gli attacchi contro le dirigenti e i dirigenti politici in Colombia sono diretti contro le militanti politiche e i militanti politici del Congreso de los Pueblos, Marcha Patriotica, La Colombia Humana e le/gli ormai ritirate/i combattenti delle FARC.

Ma mirano anche le/i militanti ecologiste/i, le donne di potere, le/i membri della comunità LGBTI, i popoli autoctoni e afro. Ciò significa che nessun settore politico o sociale che si opponga al governo colombiano può sfuggire da questi crimini sistematici né al fiume di sangue che sta attraversando tutto il paese.

Tenendo conto del silenzio delle istituzioni si governo colombiane riguardo al clamore delle cittadine e dei cittadini colombiani, non ci resta che esigere delle pressioni sul piano internazionale. I governi democratici del mondo non possono essere complici attraverso il loro silenzio del massacro che sta avendo luogo in Colombia e dovrebbero quindi agire chiedendo al governo colombiano di prendere delle misure concrete per fermare le uccisioni e le minacce contro le dirigenti e i dirigenti sociali in Colombia.

In questo senso, le organizzazioni e gli individui che sottoscrivono questa lettera chiedono al governo svizzero di:

  1. Richiedere al governo colombiano di aprire delle inchieste indipendenti e di condannare gli autori intellettuali dei crimini. Poiché non basterà catturare gli autori materiali per fermare questo massacro.

  1. Mettere delle condizioni chiare alla cooperazione economica e tecnica che il governo svizzero accorda alla Colombia, nel rispetto dei diritti umani, la vita delle dirigenti e dei dirigenti sociali e la lotta contro l’impunità.

  1. Esigere dall’ UNHCHR un’inchiesta sui casi di assassinio e di applicare tutte le misure speciali necessarie per garantire la vita di coloro che difendono i diritti umani in Colombia.

  1. Chiedere allo Stato colombiano d’invitare sul proprio territorio un Relatore speciale delle Nazioni Unite per investigare sul rispetto dei diritti umani.

Nella speranza che queste misure possano fermare la persecuzione e uccisione delle dirigenti e dei dirigenti sociali in Colombia e che contribuiscano alla consolidazione della pace.

Cordialmente

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