Intervento di polizia al Biblio Café TRA l’altro: un intimidazione!

Il Partito Operaio e Popolare esprime la sua solidarietà con le compagne, con la gerenza del esercizio e con tutte le persone presenti il giovedì 7 giugno al Biblio Café TRA l’altro, che hanno dovuto subire l’atto intimidatorio perpetuato dalla Polizia di Lugano.

Un atto che condanniamo con forza, in quanto è andato a colpire un luogo d’incontro che favorisce la cultura popolare, e che, non a caso, nel momento dell’intervento accoglieva il collettivo ticinese Io lotto ogni giorno riunito in un’assemblea pubblica per discutere dell’organizzazione di un possibile sciopero generale delle donne nel 2019.

Troviamo ingiustificato il numero di funzionari dispiegati, nonché la severità con cui sono stati effettuati i controlli di identità a tappeto, il ritiro di documenti e la richiesta di dimostrare il possesso di soldi, sopratutto considerando che la principale infrazione rinvenuta è quella di aver trovato dieci sedie in più di quelle permesse nella terrazza esterna.

Riteniamo questo modo di agire un atto intimidatorio verso chi promuove il movimento popolare e si oppone alle politiche di destra e al sistema sociale e politico in cui viviamo. Modi di agire che ricordano il triste episodio delle schedature che alla fine degli anni ’80 scosse l’opinione pubblica in Svizzera.

Sappiamo però che, come allora, questo agire non attenuerà le intenzioni e la determinazione di chi si batte per più giustizia sociale, perché non è possibile fermare un fiume in piena.

Infine, chiediamo al responsabile del capo Dicastero sicurezza e spazi urbani di Lugano, Michele Bertini, di delucidarci su alcuni quesiti che riteniamo essenziali per capire quale dinamica si cela dietro questo agire:

  • Come giustifica un così grande dispiegamento di forze? .

  • Perché questo fermo è stato effettuato in concomitanza di riunioni di collettivi?

  • Come giustifica il fermo durato più di due ore, il fatto che tutti i documenti siano stati portati in centrale e il trattamento disumano riservato ad una donna incinta che non ha potuto abbandonare il locale nonostante abbia manifestato un malessere?

  • Quali informazioni sono state registrate riguardo alle persone presenti alla serata? Quale trattamento è riservato ai dati raccolti?

  • Quanto è costato ai contribuenti l’intervento che ha mobilitato decine di agenti?

Le prime risposte della polizia cittadina lasciano ancor più perplessi, dobbiamo attenderci ad una stagione di controlli a tappeto in tutti i locali pubblici? Le autorità dimostrano dimostrano ancora una volta di essere preoccupate di tutt’altro che l’interesse della maggioranza della popolazione ticinese.

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