PF17 no del PSdL-POP a nuovi regali ai ricchi e aumento dell’età pensionabile

Il Partito Svizzero del Lavoro (PSdL-POP) prende atto della proposizione della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) di congiungere il Progetto Fiscale 17 (PF17) alla riforma dell’AVS. Il Il PSdL-POP rifiuta questa forma di mercanteggiamento politico per le seguenti ragioni:

  • Come per la riforma fiscale delle aziende III (RIE3), il PSdL-POP si oppone ad ogni sorta di riforma fiscale delle aziende che abbia lo scopo di fare dei regali fiscali alle aziende. Per il PSdL-POP, una riforma deve inevitabilmente generare un gettito fiscale con più entrate per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. È più che prevedibile che non sarà il caso con il PF17. Anche nel caso in cui essa sia congiunta alla riforma dell’AVS.

  • Sui 2.1 miliardi di franchi svizzeri che andranno all’AVS, 600 milioni dovranno essere pagati dalle lavoratrici e dai lavoratori attraverso l’aumento degli oneri fiscali dello 0,15%. Rifiutiamo categoricamente che i lavoratori debbano pagare il conto miliardario creato dai crediti impositivi dati alle aziende.

  • L’impatto del negoziato sulla riforma dell’AVS è ancora incerto. Nonostante ciò, è evidente che il trattato proposto dalla CET-S aumenta la pressione sul possibile aumento dell’età di pensionamento delle donne a 65 anni. Si può anche supporre che, sulla base dell’accordo proposto, i partiti borghesi coglieranno l’occasione per esigere un aumento generale dell’età di pensionamento a 67 anni per tutti. Come lo è stato per il PV2020, anche il PSdL-POP combatterà questa riforma dell’AVS.

Comitato Direttore del Partito Svizzero del Lavoro

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