Difendiamoci dall’attacco frontale alla sfera privata!

Il Partito svizzero del lavoro sostiene il referendum contro la “Legge per il controllo degli assicurati”.

Il Parlamento ha presentato la nuova Legge a causa delle gigantesche pressioni della Lobby delle Assicurazioni. Stando al volere dei partiti borghesi, le Casse Malati, l’AI, l’AVS e l’INSAI potranno controllare i propri assicurati con fotografie e registrazioni. Ciò significa che in pratica ogni cittadino sarà ritenuto un individuo sospetto, e sarà lecito agli investigatori fotografare e registrare in incognito le persone non solo nei luoghi pubblici, ma anche negli spazi accessibili visivamente da un luogo pubblico, come i balconi, i giardini, e persino le camere da letto, se visibili da un luogo pubblico. Per eseguire queste manovre a nostro danno sarà sufficiente un “sospetto fondato”. Le imprese private finiranno per avere più potere nel controllare i cittadini che la polizia nel sorvegliare i potenziali terroristi. Infatti il nullaosta di un Giudice sarà necessario solo per l’uso del GPS e dei droni.

Secondo i sostenitori della legge, la stessa servirà a combattere gli abusi. Tuttavia le statistiche dimostrano che la percentuale di chi abusa delle prestazioni è veramente infima; ad esempio l’AI nel 2016 ha potuto comprovare un abuso da parte di 650 utenti su 220’000, ciò che corrisponde al tre per mille. Le cifre dimostrano inoltre, che su tre sorveglianze effettuate da parte dell’AI, una era completamente infondata.

Malgrado tutto ciò, il Parlamento licenzia una Legge che vìola in modo eclatante la tutela della sfera privata garantita dall’art. 1 della Costituzione Federale, che garantisce il rispetto della vita privata e familiare, dell’abitazione, della corrispondenza e delle relazioni via posta e telecomunicazioni ( paragrafo uno), come pure vieta l’impiego abusivo dei dati personali (paragrafo due).

Se questa legge dovesse essere approvata, sarebbero i più deboli socialmente ad essere sotto controllo, mentre Parlamento e Governo continueranno a chiudere gli occhi sulle azioni dei privilegiati, ad esempio non intraprendendo alcun passo contro l’evasione fiscale, e facendo perdere così parecchi miliardi di franchi alla collettività. Questa proposta di legge si inserisce nel contesto politico e sociale del graduale smantellamento dello Stato sociale, già in opera. Un altro esempio è la misura recentemente approvata dal Consiglio nazionale, di ridurre di 700 Milioni di franchi le prestazioni complementari, mentre parallelamente il Consiglio federale prospetta, nell’ambito della riforma fiscale 2017, di ridurre il carico fiscale delle imprese. Si tenta di riproporre la riforma fiscale che il popolo ha respinto chiaramente nel febbraio 2017. Anche questa manovra comporterebbe una perdita di parecchi miliardi di franchi alla Confederazione e ai Cantoni.

Per questi motivi il Partito svizzero del lavoro invita a firmare il referendum,e ad opporsi alle previste riduzioni delle prestazioni complementari.

Partito svizzero del lavoro

12 aprile 2018

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Referendum No alla criminalizzazione degli invalidi e dei malati

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