NO alla privatizzazione della navigazione!

Sei mesi fa i dipendenti della Navigazione sul Lago Maggiore entravano in sciopero per difendere il loro posto di lavoro. Il loro datore di lavoro li ha licenziati tutti, annunciando di voler rinunciare ad effettuare il servizio pubblico sul bacino svizzero del lago. Dopo 21 giorni di lotta, con il sostegno dei sindacati Sev, Unia e OCST, i lavoratori strappano un accordo con il governo ticinese (ndr non con il loro datore di lavoro) che promette di garantire per un anno l’occupazione a tutti e alle medesime condizioni.

La soluzione prevede, come già era nei piani dei governi svizzero e italiano, di creare un consorzio pubblico-privato tra SGNL (di proprietà dello Stato italiano) e SNL (della famiglia Ferrazzini di Lugano), con l’aggiunta di finanziamenti pubblici da parte svizzera per la durata di un anno e la garanzia di un CCL che mantenga i diritti acquisiti dei lavoratori NLM.

In buona sostanza, con un paio di contentini la politica neoliberale ha ottenuto quanto voleva: la privatizzazione della navigazione sul bacino svizzero del Verbano.

Il Partito Operaio e Popolare aveva denunciato i rischi legati a questa soluzione già durante lo sciopero del mese di giugno: “ Quando si privatizza significa togliere a tutti una proprietà per offrirla al miglior offerente che poi potrà lucrarci a piacimento, significa che pochissimi ci guadagnano e praticamente tutti ci perdono, significa che tutti e tutte siamo toccati.”

L’esperienza delle privatizzazioni in Svizzera e non solo ha già ampiamente dimostrato che esse non aiutano nessuno se non i nuovi proprietari. La favola che i privati gestiscono meglio del pubblico è ancora buona solo per gli ingenui e gli affaristi, ne è l’ennesima dimostrazione il consorzio SGNL e SNL, che non riesce nemmeno ad organizzarsi per l’inizio della futura stagione .

Il POP, tramite una presa di posizione scritta, aveva sollecitato nel mese di settembre i sindacati ad organizzare degli incontri allargati alla popolazione e a dar vita ad un movimento popolare per l’occupazione e il servizio pubblico sul lago Maggiore. Questa lettera è rimasta senza risposta, mentre si continuava ad avere fiducia nella politica neoliberale. Come però puntualmente succede, i lavoratori sono stati traditi ed oggi sono senza contratto di lavoro e umiliati a più riprese.

L’ultima di una lunga serie di prese per i fondelli è la notizia secondo la quale non sia possibile ripartire con il servizio pubblico nel gennaio 2018 per motivi tecnici. Insomma, dalla padella nella brace, dove ora vengono toccati non solo i lavoratori, ma pure gli utenti del servizio pubblico, in particolare chi usufruisce della linea Magadino-Locarno. Questo è il modo di funzionare del privato, e siamo solo all’inizio.

Il POP invita nuovamente, questa volta in forma pubblica, i sindacati e i dipendenti della navigazione ad aprire il dibattito tra la popolazione per una soluzione di servizio pubblico di proprietà collettiva che prenda forma in un consorzio tra SGNL e FART.

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