Un atto di coraggio mancato

Con la riforma “La scuola che verrà”, il Ticino ha aperto un cantiere pedagogico e didattico di rinnovamento nella programmazione del curricolo scolastico obbligatorio.

Molto è stato detto e numerose osservazioni e critiche sono state mosse attorno a questo progetto. Il Dipartimento ha saputo cogliere le considerazioni, analizzare le contrarietà. Il documento aggiornato risulta pertanto distante da quello iniziale.

Una riforma che riguarda la scolarità obbligatoria rappresenta una grande responsabilità perché attraverso la scuola si formano le future cittadine e cittadini.

Una scuola dove si privilegia la cooperazione tra alunne e alunni, dove il risultato dell’apprendimento rappresenta il percorso di ognuna e ognuno ma in un rapporto costruttivo tra pari prepara a una società meno individualista di quella di oggi.

Una scuola che fa del dialogo la priorità assoluta porta alla consapevolezza dell’importanza dell’ascolto, al rispetto delle differenze, a una società interculturale. E’ una scuola che mira al pieno sviluppo della persona e che ha bisogno di tempi lunghi per realizzare questo obiettivo, per permettere alle giovani e ai giovani di diventare persone capaci di decidere autonomamente, di avere uno sguardo aperto sul mondo.

In diversi Paesi d’Europa le ragazze e i ragazzi vanno a scuola fino a 18 anni. A partire dall’anno prossimo, nel Canton Ginevra la formazione scolastica sarà obbligatoria fino a 18 anni. Ginevra rappresenta un fatto unico in Svizzera che lo rende possibile grazie a un articolo della costituzione cantonale.

Un tempo più lungo, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, permette alle giovani e ai giovani di acquisire una modalità di approccio alla conoscenza più approfondita, ciò che spesso non può avvenire in età adolescenziale precedente.

Un tempo più lungo favorisce lo sviluppo di una capacità di lettura più critica della realtà, la comprensione del mondo sempre più dinamico e complesso, alla costruzione di una sensibilità individuale e collettiva.

Un tempo più lungo permette una scelta più consapevole della propria formazione o lavoro futuri.

La riflessione attorno alla durata della scolarizzazione obbligatoria non rappresenta una novità, fa parte del programma politico di Partiti, in particolare di sinistra.

La Grecia sta programmando una riforma globale della scuola dell’obbligo, dall’infanzia fino ai 18 anni.

Se Grecia, paese con poche risorse e Canton Ginevra hanno il progetto di formazione scolastica per tutte e tutti fino a 18 anni perché non avremmo potuto pensarci anche in Ticino? Sarebbe stato un atto di coraggio.

Sonja Crivelli

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