Kurdi verso uno stato indipendente

I Kurdi irakeni andranno alle urne il prossimo 25 settembre. Sarà un referendum per proclamare uno stato Kurdo indipendente. Dal 2005 hanno ottenuto una maggiore autonomia dallo stato iracheno. Si tratta di una specie di stato federale. Hanno introdotto una maggior democrazia nel loro territorio. Ora vige un sistema con cinque lingue ufficiali, libertà religiosa per tutti e per tutte le etnie. In passato avevano avuto sempre tanti problemi con lo stato iracheno su questi soggetti.

İn questo momento storico e importante, hanno deciso di andare a votare per la indipendenza per vedere cosa pensa la popolazione in proposito. Quasi tutti i partiti e movimenti Kurdi sono mobilitati, occupati impegnati per la solidarietà l’appoggio a questo referendum. Solo il PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan, é contrario allo stato Kurdo, perseguendo una sua strategia utopica che prevede un sistema federale per tutto il Medio Oriente.

I Kurdi, hanno sempre coltivato, come oggi, il sogno e l’idea di avere un stato unito, indipendente e democratico. Ma le condizioni difficili e le diverse tragedie non hanno mai dato loro la possibilità di ottenerlo. Con la situazione attuale, é piu reale e possibile pensare di avere per ogni parte, separatamente, un stato o un’autonomia di tipo federale. Per loro é un diritto fondamentale avere un stato nazionele o un autonomia come tutti gli altri popoli del resto del mondo.

Oggi un popolo di circa di 50 milioni di abitanti è ancora senza uno stato proprio. Parliamo dei Kurdi e del loro paese, il Kurdistan. Loro sono stati divisi per la prima volta nel 1639 fra impero Otumano e impero iraniano. Dopo nel 1916 İnglesi, Francesi e Russi anno fatto un patto segreto per dividerli ancora. Nel 1917 con la rivoluzione Russa, Lenin e i suoi coleghi si ritirano da questo patto sporco. Cosi il progetto fallisce e non riescono a realizzare ciò che volevano gli inglesi e i francesi. İn seguito nel 1923 a Losanna con l’accordo internazionale nasce lo stato Turco. Con questo accordo, il Kurdistan e i Kurdi vengono divisi in quattro parti fra i paesi colonialisti, Turchia, İran, Siria e İrak. Cosi il Kurdistan é diventato una colonia internazionale.

Non abbiamo mai accettato questa condizione. Abbiamo resistito e lottato sempre per i nostri diritti, l’unità e la libertà nazionale. Siamo stati abbandonati e sono state negate le nostre rivendicazioni per anni e anni. I Paesi colonialisti hanno fatto molte vittime, massacri e barbarie. Sono state uccise quasi un milione di persone. Si può ben dire che é stato un genocidio. I potenti del mondo, seguendo i loro interessi hanno fatto finta di non vedere, di non sentire e non hanno mai parlato di questa tragedia. Negli ultimi anni, per vari interessi internazionali contrapposti, Stati Uniti, Unione Europea, Russia e altri ancora vogliono riconoscere e aiutare i Kurdi. Ora tutti sanno benissimo che l’unica forza combattente nella guerra contro l’ISIS sono i Kurdi sia in İrak che in Siria.

Ora i Kurdi irakeni esigono un stato indipendente sul loro teritorio. İn Siria si opta per un’ autonomia di tipo federale. Pure in Turchia e in İran si punta su un riconoscimento ufficiale e l’autonomia. Per risolvere tutti questi problemi e gli svariati lavori connessi noi abbiamo bisogno di aiuto, appoggio e solidarietà internazionali. Sopratutto UE, USA, Russia e ONU sono responsabili e devono svolgere ruoli positivi in favore di questo popolo che ha vissuto una storia così tragica e non più accettabile.

Hursit Kasikkirmaz

Rappresentante del popolo Kurdo, Lugano.

 

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