PS e casse pensioni private “a love story”

Il sistema pensionistico dei tre pilastri è in crisi da anni; perché i conti non tornano, perché le pensioni sono basse e l’età di pensionamento è troppo alta per molte persone. L’attuale sistema non redistribuisce abbastanza e non può quindi dare futuro e sicurezza alle nostre pensioni.

Lungi dalla socialdemocrazia mettere in discussione il compromesso che ha trovato con i borghesi nel 1972, contro l’iniziativa per le pensioni popolari del Partito del Lavoro, oggi, dopo non essere stata capace di vincere un’iniziativa facile come AVS Plus in Svizzera tedesca, cede su tutto: età di pensionamento delle donne, diminuzione delle rendite e aumento dei contributi Lpp e dell’IVA.

Gridando al lupo al lupo i parlamentari di sinistra hanno assunto il compito della destra di tagliare nelle pensioni e rilanciare gli assicuratori privati.

Le casse pensione private, se passa la riforma, incasseranno oltre 3 miliardi di contributi in più ogni anno. Addirittura la nuova base di calcolo aumenta i contributi Lpp a carico dei bassi salari, secondo i socialisti sarebbe una conquista! Invece chi lavora dovrà pagare di più un’assicurazione privata che negli ultimi 20 anni ha ridotto le prestazioni almeno del 30%! Le casse pensione potranno abbassare il tasso di conversione dal 6.8% al 6%, quindi nonostante una forte ricapitalizzazione, le rendite Lpp diminuiranno del 12%.

La ricapitalizzazione a suon di miliardi delle casse pensioni è il contributo della socialdemocrazia per salvare il capitalismo, rinunciando ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il Parlamento per l’AVS – che è l’assicurazione pubblica e redistribuiva – ha deciso un piccolo aumento dei contributi di soli 0,3 miliardi, ossia un decimo dell’aumento a favore dei privati.

Con questa miseria (si parla di 3.- fr al mese per chi guadagna 4’000.- fr) si potrà dare un aumento delle rendite dei nuovi pensionati con un bonus di renziana memoria del valore di 70.- fr non indicizzabili. Le rendite AVS resteranno quindi ben al di sotto del mandato costituzionale che impone all’AVS di garantire il minimo vitale.

L’equilibrio finanziario dell’AVS si raggiungerebbe quindi con l’aumento dell’età pensionabile delle donne e dell’IVA.

Da sempre il Partito del Lavoro propone un sistema interamente redistribuivo che può garantire di raggiungere l’età della pensione in salute e delle rendite dignitose a tutti e tutte.

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