Massima solidarietà alla lotta della Navigazione

Il Partito operaio e popolare si unisce alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno smesso di far funzionare la Navigazione sul Lago Maggiore sul bacino Svizzero da domenica 25 giugno. Sono “solo” 37 persone: 14 dipendenti annuali, 20 stagionali e 3 cameriere (di cui nessuno parla perché sono in subappalto) che sono state licenziate per la fine di quest’anno.

Chi non si rende conto di cosa significhi la NLM per il turismo locarnese e ticinese in generale, ma anche per il tessuto sociale e il servizio pubblico è quanto meno fuori dalla realtà.

Sosteniamo la rivendicazione immediata degli scioperanti che è la garanzia del posto di lavoro alle medesime condizioni per le prossime stagioni, che solo la NLM può garantire, per cui è necessario che lo sciopero continui fino a quando la rivendicazione sarà ottenuta.

Ribadiamo l’invito alla popolazione di recarsi al imbarcadero di Locarno per sostenere e solidarizzare con la lotta per l’occupazione e il turismo, come menzionato nelle bandiere blu dell’unità sindacale tra Unia, Sev e OSCT.

Quale partito politico proponiamo allargare la discussione all’importanza del servizio pubblico. La mobilità privata sui laghi si sta sviluppando con l’apparizione di enormi barche di ricchi, inquinanti e rumorose, mentre il trasporto di persone con mezzi collettivi non è certamente al passo coi tempi. Il Partito operaio e popolare propone che i Comuni del Locarnese, il Cantone e la Confederazione sostengano con un investimento pubblico per affrontare l’emergenza, in seguito si potrebbe anche aprire un discorso di consorzio pubblico tra Svizzera e Italia che si fondi sui principi di cooperazione e di sostenibilità ambientale. Vi è la necessità di modernizzare la flotta e migliorare il trasporto di persone che si muovo quotidianamente tra una sponda e l’altra del lago Maggiore, cercando pure di offrire un alternativa valida all’auto. In Svizzera e anche in Ticino abbiamo certamente le capacità di sviluppare dei nuovi battelli, più veloci e più ecologi magari con l’utilizzo anche dell’energia solare.

Ci opponiamo invece alla soluzione studiata dall’ente turistico e dai borghesi, nelle sale della lobby del turismo,. Loro, i “padroni” del cantone vogliono liberalizzare la navigazione sul lago Maggiore permettendo ai privati, amici loro, di arricchirsi come fa la famiglia Ferrazzini sul lago Ceresio da due generazioni, per gentile concessione dello Stato. Sembrerebbe un’esagerazione tipica di chi vuole fare scalpore, ma poi nei fatti, come sempre in Ticino (vedi Palacinema Locarno) sono sempre i soliti a ricevere gli appalti, il Ferrazzini infatti è già in prima linea e il sindaco di Ascona e la sua banda pure. Ci sono addirittura dei precedenti in cui da Ascona è stato effettuato un servizio commerciale verso le Isole di Brissago in barba alla Convenzione tra stati, per cui è evidente che dietro il licenziamento c’è la privatizzazione a favore dei borghesi Svizzeri che la sognano da anni. Quando si privatizza significa togliere a tutti un una proprietà per offrirla al miglior offerente che poi potrà lucrarci a piacimento, significa che pochissimi ci guadagnano e praticamente tutti ci perdono, significa che tutti e tutte siamo toccati. Chiunque non ha nulla da guadagnare dalla privatizzazione deve contribuire alla lotta dei 37 scioperanti che con grandissimo coraggio hanno tenuto la testa alta e incrociato le braccia per il lavoro e la dignità.

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