SOLIDARIETÀ CON NEKANE !

Mercoledì scorso, l’Ufficio federale della giustizia (UFG) ha autorizzato l’estradizione di Nekane Txapartegi in Spagna, dove – sulla base di confessioni raccolte sotto tortura – è stata condannata ad una pena di 6 anni e 9 mesi di prigione per sostegno all’ETA. Vi ricordiamo che l’attivista era stata arrestata il 6 aprile 2016 a Zurigo a seguito della domanda d’estradizione inoltrata dalla Spagna. Da quel giorno è in detenzione.

Nekane Txapartegi era consigliera comunale nel suo paese natale, nei Paesi baschi. Militante del partito basco Herri Batasuna, è stata arrestata nel 1999 dalla Guardia civil e imprigionata per 5 giorni senza possibilità di avere contatti con l’esterno. Sulla via di Madrid le torture cominciano: esecuzione simulata, colpi, asfissia. Durante la detenzione non la lasciano dormire, subisce diversi palpeggiamenti e viene violentata. Le violenze precedono e seguono gli interrogatori, anzi si accentuano quando si rifiuta di confermare le dichiarazioni preparate in anticipo dalla Guardia civil. Sulla base di queste dichiarazioni, sarà condannata a una pena di prigione per collaborazione con l’ETA.

Scappa dalla Spagna e decide di provare a costruire una vita nuova in Svizzera. Dopo una probabile operazione illegale sul territorio svizzero, la polizia spagnola riesce a localizzare Nekane a Zurigo.

Ancora recentemente la conferma delle torture subite da Nekane è stata convalidata da due specialisti del Protocollo d’Istanbul, un protocollo delle Nazioni Unite (non riconosciuto dalla Svizzera), che ha permesso di confermare la veridicità delle torture subite. Malgrado i rapporti di questi due esperti , che confermano quanto detto da Nekane, l’UFG ha decretato che la militante basca “non era riuscita a dimostrare che era stata torturata in Spagna”. Secondo l’UFG ci sono tutte le condizioni per concedere l’estradizione verso la Spagna.

Nekane farà ricorso contro questa decisione davanti al Tribunale penale federale.

Il PsdL/POP aveva già protestato contro l’arresto e la detenzione di Nekane e ancor più contro la sua estradizione verso la Spagna, un paese membro della cosiddetta “Europa dei diritti dell’uomo”, dove la tortura dei prigionieri politici è ancora una realtà. Sembra che per le autorità svizzere, le relazioni diplomatiche con la Spagna sono più importanti del rispetto della Convenzione contro la tortura. Il PsdL/POP condanna la decisione dell’UFG e esprime tutta la sua solidarietà con Nekane Txapartegi.

 

Partito svizzero del Lavoro /POP

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