Lettera aperta alle compagne e ai compagni dirigenti del movimento sindacale e rappresentanti della sinistra alle Camere federali.

L’8 marzo fate un regalo a tutte le donne di questo paese: schieratevi con le donne lavoratrici, i loro partners, i loro genitori, i loro figli e le loro figlie: dite e votate No alla riforma delle pensioni.

Voi sapete benissimo che il progetto di riforma è fondato su delle basi anti-popolari che, se applicato, porterà in ogni caso molti più peggioramenti che benefici alla nostra classe di riferimento.

Avremo:

  • taglio delle rendite LPP, ossia diminuzione del tasso di conversione minimo.;
  • aumento dei contributi alla LPP;
  • aumento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni;
  • riduzione delle rendite per vedove;
  • abolizione delle rendite per orfani;
  • aumento dell’IVA.

Non si vede all’orizzonte nessun compromesso che vada in direzione di una maggiore redistribuzione della ricchezza. Da un lato, la Destra ultra liberale vuole l’aumento dell’età pensionabile di tutti a 67 anni. Dall’altro, il Centro-sinistra composto da PPD e PS che punta ad un misero aumento di 70 fr delle rendite AVS. Se il compromesso tra le Camere avrà successo, non ci saranno i 70 fr e nemmeno i 67 anni. In questo caso il referendum lo sosterranno in molti. Ma se ci saranno i 70 fr cosa succederà? Beh, se accompagnati dai 67 anni non ci saranno dubbi, così speriamo! Ma se invece in Parlamento vince il Centro-sinistra? Chi fa il referendum?

Il Partito Svizzero del Lavoro/POP lo ha annunciato da tempo. Nella Svizzera francese si sono già formate delle alleanze ampie contro il “pacchetto Berset” che comprendono movimenti femministi, dei pensionati/e, delle famiglie popolari, i partiti di sinistra, i sindacati. In Ticino l’USS ha già detto di sostenere il referendum, il Congresso nazionale di Unia pure.

Invece voi, compagni e compagne che capeggiate il movimento operaio in Svizzera, cosa fate? Tentennate? Prendete apertamente posizione per il compromesso dei 70 fr senza esprimervi chiaramente sul tasso di conversione e sull’aumento dell’età pensionabile delle donne?

Una donna che riceverà la rendita media di 1500.- fr al mese, per recuperare i 18’000.- fr che perderà andando in pensione un anno dopo, dovrà sperare di vivere fino a 86 anni con i 70.- fr al mese in più. I 70.- fr come compensazione della LPP per le donne rappresentano una mensogna.

La realtà del PSdL/POP è quella della vita quotidiana delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglie, non quella della “real politique” parlamentare. Non sta ai lavoratori e alle lavoratrici pagare il prezzo della crisi del secondo pilastro e nemmeno la crisi del lavoro che fa diminuire i contributi AVS, visto l’aumento dei senza lavoro e la diminuzione dei salari.

Noi abbiamo bene in chiaro di cosa ha bisogno la nostra base di classe. Vi invitiamo quindi ad ascoltare i militanti di base delle vostre organizzazioni e i lavoratori e le lavoratrici di questo paese e capirete che state sbagliando.

Per fare autocritica e cambiare idea non è mai troppo tardi, pensate bene a quello che state facendo.

Cordiali saluti

Il comitato direttore del PsdL/POP

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