Bufala a Colonia per alimentare il razzismo

Bufala a Colonia per alimentare il razzismo
Le aggressioni, i palpeggiamentti alle donne, non sono iniziati a Colonia e, purtroppo, non finiranno domani.
Questa barbarie, perché di barbarie si tratta, è il segno del comportamento dei maschi adulti, di ogni epoca e in ogni parte del mondo. Quanto successo a Colonia è ribaltato su tutti i media, vuoi perché è successo in un paese vicino vuoi per l’elevato numero e la contemporaneità.
Ma questi fatti accadono ogni istante, senza una grande eco mediatica quando avvengono isolatamente o lontano dalle nostre piazze e case. Sono il segno di una cultura che ci trasciniamo da sempre e che ci parlano della cruda realtà, soffocata ma ben radicata nella cultura di ogni Paese del globo. Questa cultura che vede la donna come un essere inferiore, un oggetto di cui disporre per ogni scopo.
I filosofi della Grecia antica si chiedevano e professavano che il nostro cervello fosse paragonabile a quello di un bambino, dicevano che gli uomini producono le idee che sono immortali mentre le donne fanno le persone, che puoi muoiono. Da tempo la pubblicità usa il corpo delle donne intero o spezzettato per aumentare le vendite di prodotti di ogni tipo, alimentando la mancanza di rispetto nei suoi confronti.
Il lavoro delle donne è ancora considerato sussidiario a quello dell’uomo, capo-famiglia, nonostante la legge sulla parità.
La violenza sulle donne è ancora un grandissimo dramma tabù.
La rappresentazione della donna nella storia, nella letteratura, la visbilità nei media e del suo contributo alla ricerca e allo sviluppo economico passano in secondo piano.
Lo stupro subito durante la guerre di ieri e di oggi sembra un effetto collaterale inevitabile.
L’elenco potrebbe continuare.
Quello che è tragico è il fatto che la cultura maschilista ha sempre il sopravvento. In tutti i continenti, donne di ogni estrazione, di ogni colore della pelle, di ogni religione, devono fare i conti con questo patriarcato che le considera inferiori, anche se non lo ammette.
Da noi, ognuna deve fare i conti con la destra che propone e vota progetti di legge o decisioni che la penalizzano, ma che si erge a sua tutela quando avvengono fatti come a Colonia. Le donne devono vedersi strumentalizzate nella levata di scudi contro lo straniero migrante per una politica xenofoba.
Il vero problema è ben oltre, è più profondo. Il nemico delle donne non è il migrante: il vero nemico è il maschilismo patriarcale che non conosce frontiere.

Sonja Crivellli – Coordinamneto donne della sinistra

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