Una sola classe: organizzata, unita e solidale

Organizzarsi e lottare per il futuro dei nostri figli.

Affinché i lavoratori e le loro famiglie possano prendere in mano il loro destino, l’organizzazione politica e sindacale della classe operaia in Svizzera ha ancora molta strada da fare. Troppo dipende ancora dagli apparati sindacali e dalle burocrazie di partito a cui i lavoratori preferiscono delegare invece che partecipare. La partecipazione dei lavoratori nelle associazioni in difesa dei loro interessi è ancora legata ad un interesse immediato e non alla coscienza di lottare per un futuro migliore per noi e i nostri figli. L’individualismo e la divisione prevalgono sulla coscienza di essere parte di un unica classe con i medesimi interessi. La discriminazione dei lavoratori migranti e frontalieri non fa che aumentare le divisioni all’interno della classe operaia e favorire le speculazioni dei datori di lavoro. Le associazioni padronali foraggiano volentieri le politiche di destra, che gli permettono di applicare il dividi ed impera. Unità e solidarietà sono le parole d’ordine del POP per questo Primo Maggio che vede i lavoratori e le lavoratrici sempre più sotto attacco da parte del padronato e della politica di destra.

Settore per settore il padronato e la destra spremono chi lavora

L’edilizia
Quest’anno sarà anche l’edilizia il settore caldo per il sindacato, con il rinnovo del Contratto Nazionale Mantello, scadenza che negli ultimi anni ha sempre scatenato dei movimenti di sciopero nei cantieri, in Ticino e sul piano nazionale. Quest’anno ci sarà una prima grande manifestazione a Berna il 27 giugno per difendere il contratto e chiedere maggiore protezione, ma l’obiettivo in Ticino, per far fronte al forte dumping salariale nel settore è organizzare almeno una grande giornata di sciopero generale nei cantieri. Tra gli edili, nonostante vi sia ancora molta paura, si è costituita una forte coscienza di classe. I lavoratori sanno che uniti per i loro interessi possono obbligare il padronato a fare delle concessioni. Tutti assieme si vince, anche se non tutti hanno le stesse opinioni politiche, quando si tratta di diritti gli operai edili hanno dimostrato molte volte di essere solidali tra loro. Per chi ha poca memoria si ricordi che solo un anno fa gli scalpellini hanno scioperato per difendere il CNM, e non è ancora detto che quest’anno debbano ripetere l’esercizio.

L’industria

Negli scorsi mesi gli attacchi padronali ai lavoratori hanno continuato ad aumentare, in particolare con la scusa del rafforzamento del Franco. Il movimento sindacale ha dovuto battersi per difendere i diritti, come nel caso della Exten di Mendrisio e della SMB di Biasca, contro i tentativi di far lavorare le persone a gratis. Che la lotta paga in alcune industrie si è capito, che stare uniti e astenersi del lavoro è il miglior modo per rovesciare il rapporto di forza tra chi lavora e il padrone, anche! Purtroppo però in molte altre aziende gli operai hanno lasciato applicare misure di risparmio drastiche senza resistenza.

Il commercio

Il personale della vendita rischia invece un prolungamento degli orari d’apertura dei negozi. Le conseguenze sul personale, in maggioranza donne, sarà un piano di lavoro ancora più flessibile e difficilmente compatibile con la famiglia. L’obiettivo politico della modifica di legge è quello rafforzare l’idea che qualcuno è libero quando può consumare quello che vuole quando vuole, nascondendo che d’altro canto si diventa sempre più schiavi del lavoro salariato. A chi sostiene che serve per aumentare i consumi rispondiamo che con la diminuzione degli stipendi avvenuta in Ticino è solo una fantasia padronale. Grazie all’apparato sindacale si andrà a votare, le impiegate gli impiegati hanno contribuito alla raccolta chi più chi meno, senza grande compattezza. Vi è, nei negozi, una debole coscienza di classe, i lavoratori e le lavoratrici hanno poca esperienza nel difendere e promuovere collettivamente i propri interessi, bisogna recuperare!

Il pubblico impiego

Allo stesso modo, coi lavoratori della Posta disorganizzati, si sono introdotti numerosi peggioramenti nel CCL del gigante giallo senza l’ombra di una mobilitazione. Il settore pubblico in generale da anni risente del public management che porta alla meritocrazia; delle privatizzazioni come nel caso degli ospedali, del blocco assunzioni che crea stress e disagio tra il personale. Fortunatamente alcune categorie come ad esempio gli insegnanti, sanno mobilitarsi ed hanno frenato le politiche di destra promosse dal Consiglio di Stato, ma con l’attuale governo bisogna restare vigili. Sicuramente nei prossimi anni ci si dovrà battere contro l’accordo di libero scambio tra Ue e Usa, denominato TTIP, che è zeppo di programmi di ristrutturazione del settore pubblico e imporrà la privatizzazione di numerosi servizi di base essenziali alla vita in comune come l’acqua, la scuola, le forze dell’ordine, ecc.

L’agricoltura

Insomma la bella Svizzera nasconde sempre molto marcio rispetto alle condizioni di lavoro. L’esempio lampante dell’agricoltura dove si lavora oltre le 50 ore a settimana per ricevere forse 3’000.- Fr lordi dimostra l’ipocrisia di chi ci vuol far credere che in Svizzera va tutto bene. D’altra parte non è certo colpa dei contadini se esistono tali condizioni, piuttosto della pressione che i distributori di prodotti alimentari fanno sui prezzi. Per questa ragione il Pop è impegnato nell’iniziativa lanciata dal sindacato Uniterre a sostegno dei contadini e degli operai agricoli.

Cambiare il mondo è giusto e possibile, partiamo dalle piazze e dalle strade

Il Pop ritiene che lo sviluppo di una forte solidarietà tra tutti i lavoratori e le lavoratrici, che porterà a delle lotte unitarie per chiedere sicurezza sul posto di lavoro, partecipazione nelle aziende sia il solo modo per ridare dignità tutti i lavoratori e le lavoratrici. Tuttavia il capitalismo porta alla crisi che sempre più velocemente si avvicina alla Svizzera, con già forti segnali in Ticino dove la disoccupazione giovanile è oltre il 15%. Per cui il movimento della classe operaia, una volta ben organizzato non si limiterà a chiedere rispetto e dignità al padronato, ma spingerà per la rivoluzione sociale. Sarà un movimento per cambiare sistema e costruire un nuovo modo di stare assieme, senza più ne sfruttati ne sfruttatori, un modo che si chiama socialismo. Retour ligne automatique
Nella giornata del Primo Maggio il Pop ritorna in piazza dopo le prime apparizioni a Bellinzona per la dignità di chi lavora e a Berna per l’8 marzo. Dopo il circo elettorale, che non ha cambiato in nessun modo i rapporti di forza tra capitale e lavoro, non si lascia abbattere e continua la lotta nelle piazze nelle strade. Aderisce al corteo del Primo Maggio organizzato dall’Unione Sindacale Svizzera – Ticino e Moesa e allo spezzone anti-capitalista promosso dal Collettivo Scintilla della rete Noi saremo tutto.