Votate lista 5 – il POP si presenta alle elezioni federali

Il POP si presenta al Consiglio Nazionale con l’obiettivo di portare anche nella Svizzera italiana la voce delle comuniste e dei comunisti svizzeri. Quest’anno il Partito Svizzero del Lavoro festeggia i 75 anni di lotte e di resistenza. Anche in Ticino si presenta per offrire la possibilità alle classi popolari di scegliere dei candidati e delle candidate che si propongono di rompere con la politica del compromesso al ribasso e di lottare per un cambiamento profondo della società. I nostri candidati e le nostre candidate sanno cosa significa aspettare la fine del mese quando mancano soldi, cosa vuol dire avere un lavoro precario e doverselo tenere e anche cosa vuol dire essere discriminati per il colore della pelle o il paese in cui sono nati.

In base al programma del PSdL vogliamo abbattere il capitalismo e costruire il socialismo, per una Svizzera solidale con tutti i popoli del mondo e indipendente dalle potenze imperiali a partire dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. In Parlamento vogliamo fungere da megafono per sostenere gli interessi delle classi popolari, per far crescere la coscienza e l’organizzazione del movimento che cambia lo stato di cose presenti.

La borghesia svizzera sfrutta in tutto il mondo, alleata alle potenze occidentali, provocando morte, distruzione, inquinamento . La Svizzera è un paese la cui sovranità è da tempo stata svenduta al capitale internazionale per trasformarsi un grande casinò per i più ricchi tra i ricchi.

Molti profitti realizzati all’estero vengono reinvestiti in Svizzera e ciò comporta un incremento della necessità di manodopera sfruttata, che non può essere altrimenti che straniera. Chi lavora e fa funzionare l’economia del paese, fatica sempre di più per sempre meno. In Svizzera molti stranieri vengono per lavorare e sono pesantemente discriminati, la tanto declamata accoglienza esiste solo per i boss della finanza. Chi viene da lontano spesso viene imprigionato per anni senza colpa. Mentre accumula capitale, la borghesia racconta ai lavoratori svizzeri che tutti i loro mali provengono dai lavoratori stranieri fomentando la guerra tra poveri per dividere e continuare a regnare.

Con la distrazione di massa razzista da decenni, in Svizzera la lotta di classe la stanno vincendo i capitalisti. Noi ci ritroviamo con un diritto del lavoro ottocentesco completamente superato dagli eventi. Convinti che la trasformazione della società debba iniziare da una rivoluzione nel mondo del lavoro vogliamo un nuovo codice del lavoro.

Concretamente rivendichiamo un nuovo codice del lavoro

Per la democrazia e per la libertà sindacale

– il diritto di sciopero per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori, garantito da procedure di convocazione democratiche, per difendere e per promuovere i propri interessi di classe;

– l’abolizione della precarietà, e cioè la messa in atto di una vera protezione contro i licenziamenti abusivi. Che concretamente si realizza con: l’impossibilità di licenziare senza giusta causa; un termine di preavviso di un mese per ogni anno lavorato in azienda; il diritto al reintegro in caso di licenziamento abusivo; la proibizione del lavoro interinale e del lavoro su chiamata e dei salari al merito/cottimo e dei finti indipendenti, in particolare nell’industria 4.0.

– il diritto di riunirsi in assemblea del personale durante le ore di lavoro, di eleggere delle/i delegate/i sindacali dell’impresa e del settore, tra i quali anche le ispettrici e gli ispettori della sicurezza sul lavoro.

Contro la crisi economica:

– l’applicazione dell’uguaglianza tra i salari degli uomini e quelli delle donne;

– l’introduzione di un salario decente di almeno 4500.- fr. e di un salario minimo per le apprendiste e gli apprendisti;

– l’introduzione della settimana di 35 ore senza riduzione di salario e con l’assunzione di nuovo personale;

– la tredicesima mensilità obbligatoria per tutte e per tutti.

E non rinunceremofino a quando, nella società socialista, il lavoro non diventerà un dovere per tutti, secondo il principio “da ognuno secondo le sue capacità a ognuno secondo il suo lavoro”, e poi nel comunismo il lavoro non sarà nient’altro che il libero agire degli esseri umani secondo il principio “da ognuno secondo le sue capacità a ognuno secondo i suoi bisogni”

Il nostro partito in tutta la Svizzera sostiene l’unità dei movimenti e partiti che vogliono cambiare rotta. Data la correlazione delle forze a sinistra abbiamo deciso di sottocongiungere la nostra lista con la lista Verdi e Sinistra Alternativa con l’intento di far eleggere a Berna un/una rappresentate ecologista e della sinistra combattiva dal canton Ticino.

Le nostre candidate e i nostri candidati

Clemente Cristina 19.07.1957 Avvocato 6600 Muralto
Crivelli Sonya 24.11.1944 Psicopedagogista in pensione 6774 Sorengo
Demirci Gülsüm 25.03.1978 Impiegata 6900 Lugano
Bernasconi Gianpiero 13.06.1954 Docente pensionato 6850 Mendrisio
Cavalli Gianfranco 13.09.1990 Educatore sociale 6600 Locarno
Crivelli Norberto 09.06.1943 Docente pensionato 6724 Sorengo
Kasikkirmaz Hursit 10.01.1965 Operaio 6900 Lugano
Schmid Leonardo 27.06.1985 Sindacalista 6600 Locarno

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