Donne di ogni età

La società di oggi privilegia ciò che è rapido sia negli spostamenti e nella comunicazione ed è così che si viene a conoscenza in tempo reale di ciò avviene nell’altra parte del mondo. Ma, paradossalmente, tutto questo sembra sbiadire in fretta, dimenticandosi così di quanto è stato fatto ieri e l’altro ieri. Può succedere pertanto che vengano prese in considerazione le conoscenze in modo separato, richiuse nel momento. Sembra che l’unico valore e attenzione si rifugino nel locale e nel particolare, senza troppi legami con chi ha costruito la storia.

Ma oggi un vento nuovo e impetuoso si è affacciato, capace di creare coesione talmente forte da attraversare i confini e diventare volontà determinata di cambiare il mondo: il movimento delle giovani e dei giovani per l’ambiente e il movimento femminista.

Viviamo in un momento di crisi generale, una crisi non solo economica ma anche politica ed ecologica. Ciò che è in gioco è il nostro futuro di donne e uomini di ogni età.

Queste giovani e questi giovani e queste donne sono la speranza per nuovi rapporti e nuove responsabilità collettive. Riescono a sostituire il pensiero spezzettato in un pensiero capace di conoscere i tratti multidimensionali, di analizzarli, di collegarli nelle differenze. Secondo Edgard Morin, questo pensiero sa “....cogliere che la conoscenza delle parti dipende dalla conoscenza del tutto e che la conoscenza del tutto dipende dalla conoscenza delle parti…”(La testa ben fatta – R.Cortina Editore- 2000).

Chi non è più giovane e osserva queste voci che attraversano i confini, voci transnazionali e composite, sente la necessità di ripercorrere la propria biografia, il proprio arco temporale lungo decenni. Cerca in questo modo di coniugare il “nuovo” di oggi con il “nuovo” di ieri e lo fa riflettendo sulle politiche comuni.

Pensiamo in particolare al femminismo e alle sue tappe, alle sue sfumature, alle esperienze, alle discontinuità che lo hanno contrassegnato durante tutto il percorso. Sono state tappe fondamentali per la libertà della donna, sono conquiste che però vanno difese a denti stretti perché la società neo-liberale li minaccia, li attacca in nome di un ritorno ai valori “tradizionali”.

Vi sono poi, purtroppo, ancora tanti muri da abbattere.

Il movimento femminista di oggi è modellato in senso politico ed è sotto il segno della solidarietà. Un femminismo che vuole abolire gli steccati e i confini, il razzismo, le guerre, le ingiustizie che colpiscono donne e uomini, fermare la distruzione degli ecosistemi e frenare i cambiamenti climatici.

E’ un femminismo che dà significati nuovi, dà priorità alla vita delle persone tutte. Si preoccupa delle esigenze della stragrande maggioranza delle donne, è contro lo sfruttamento sul lavoro, per il riconoscimento della cura e il diritto alla salute.

E’ un femminismo che prende in mano il filo che lo collega alla sua lunga storia. Permette alle donne che hanno attraversato il ’68 di ritrovarsi. Queste non sono più giovani di età ma sono piene di energia. Non sono rimaste inattive e impermeabili ai cambiamenti culturali avvenuti allora e non lo sono oggi.

La nuova ondata di femminismo internazionale permette la creazione di un altro femminismo, adatto ai tempi e con protagoniste donne di ogni età. Una solidarietà intergenerazionale che può far solo del bene. L’obiettivo di fare passi avanti per un mondo diverso, passi da fare assieme con le sensibilità che ogni generazione può portare come ricchezza di pensiero e progettualità. Ma soprattutto un pensiero che, oltre che unire le generazioni rende la consapevolezza che l’agire locale ha valore solo se pensato globalmente.

Sonja Crivelli

candidata al G. Consiglio – lista 2

MPS-POP-indipendenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *