Divisioni a sinistra, ma cosa si intende per sinistra

Come sempre, dopo aver fatto una politica di destra per tutta la legislatura, i caporioni del PS cercano di accusare la sinistra d’opposizione come capro espiatorio della loro continua erosione di consensi. Se la sinistra fosse unita saremmo più forti del PPD, dicono, ma unità su quali posizioni e per fare cosa?

 

Sgravi fiscali, smantellamento delle Officine, riforma della scuole in ottica liberale, opposizione a basta dumping, opposizione alla politica ospedaliera di prossimità, sono solo alcuni dei temi sui quali ci siamo trovati in opposizione al Consigliere di Stato PS ricandidato senza tentennamenti. D’altra parte l’unica che potrebbe insediare il suo posto è una liberale dichiarata, cosa cambierebbe quindi se il PS dovesse perdere il seggio? Forse si riuscirebbe a riscostruire un opposizione popolare forte, che avrebbe certamente più influenza nella politica cantonale che i “compromessi” al ribasso ottenuti dal Bertoli, ma in fondo non è affare nostro.

 

Noi vogliamo costruire un’opposizione sociale e politica capace di fermare le politiche neoliberali promosse dalla grande colazione che ci governa praticamente da sempre, ma soprattutto spazzare via il malandazzo politico e aprire la via al ribaltamento del sistema, non più in favore dei potenti sulle spalle di chi lavora, ma al contrario colpendo i ricchi per sostenere le classi popolari. Per chi sostiene il nostro progetto è imperativo essere in chiaro su un aspetto fondamentale: con l’Unione Europea di mezzo non si può costruire nessun sistema alternativo.

 

La lista Mps-Pop-indipendenti si oppone chiaramente alla sottomissione del nostro paese alle regole imposte dall’Ue, si opporrà all’Accordo Quadro con l’Ue e non entra nemmeno in materia sull’adesione. Questa è una differenza fondamentale tra il centro-sinistra e la sinistra d’opposizione che giustifica pienamente la nostra lista.

 

L’opposizione di facciata del PS all’accordo quadro, verrà smascherata  la discussione entrerà nel vivo del dibattito parlamentare. Noi non ci opponiamo solamente perché l’Ue, come vuole anche l’UDC, mette in discussione le (scarse) misure di accompagnamento, ma soprattutto perché significherebbe di fatto concedere il potere legislativo e esecutivo a Bruxelles. Noi siamo coscienti che per costruire una società più giusta, fuori dalle maglie strette del neoliberalismo, non è possibile farlo svendendo la sovranità del paese al gran capitale europeo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *