Oggi, 8 marzo 2019, milioni di donne scioperano, scendono in strada e manifestano in tutto il mondo.

Le donne, oggi, sono l’unico movimento di opposizione che attraversa le frontiere.

Rappresentano la forza che contrasta radicalmente la società, costruita sotto il segno e il forte nesso del potere maschile e del capitale.

Per molte di esse, questo movimento assume la consapevolezza della lotta di classe. Altre affrontano la battaglia sotto sfumature diversificate ma tutte mirano a sradicare dalle solide fondamenta il dominio del patriarcato, incrostato da secoli.

Oggi, nelle piazze, le donne chiedono a voce alta diritto al lavoro, parità salariale, rispetto del proprio corpo e della propria sessualità come della scelta di maternità, rifiuto della violenza, lotta contro gli stereotipi di genere e di età. Ma denunciano pure questa società che depreda le risorse naturali, che mette al primo piano l’interesse dei mercati a scapito della salute delle persone e del pianeta. Vogliono abolire la divisione sessuale del lavoro e della cura.

Le donne mettono alla luce le contraddizioni strutturali della società. Con la loro importante mobilizzazione fanno leva sullo stato delle cose per cambiare totalmente il mondo. Non si accontentano più di leggi che non vengono applicate o di qualche diritto strappato e difeso con tanta fatica.

E’ l’ora de cambiamento: nelle istituzioni, nel mondo dei saperi e della cultura, nel privato e nel pubblico le donne vogliono un mondo nuovo.

Il Partito Operaio e Popolare (POP) è accanto alle donne in questa giornata di lotta e ogni giorno dell’anno.

Con loro, esprime il rifiuto delle condizioni politiche e sociali imposte dal neo-liberismo e lotta per un mondo dove donne e uomini costruiranno assieme il quotidiano e progetteranno il loro futuro nel rispetto reciproco e in armonia con l’ambiente.

Ma affinché questo avvenga, occorre che tutte le donne progressiste e di sinistra si uniscano, superando le differenze ed eventuali diffidenze perché, solo se compatto, il movimento femminista potrà avere forza e determinazione.

L’unità nella lotta politica è l’unica arma vincente e sarà pure garante del successo dello sciopero del prossimo 14 giugno.

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