Il segretario del Partito Operaio e Popolare e il deputato del PSdL a Berna si esprimono sulla situazione politica in America Latina

Se il Venezuela di Maduro resiste.

La campagna elettorale Ticinese del 2011 si fece nel pieno dell’inizio della guerra in Libia, i bombardamenti della Nato iniziarono il 19 marzo 2011, nessuno mosse un dito in Ticino come in tutta Europa. In campagna elettorale non ci si può permettere di contrastare la propaganda di guerra, la paura di perdere voti e più forte del il sentimento per la pace. Questa campagna 2019 si svolge nel marco delle ingerenze occidentali in Venezuela. La solita cricca di potenti orchestra l’ennesimo massacro imperialista, dove la vittima è anche l’informazione ufficiale, totalmente asservita alle logiche di guerra.

Il POP/PSdL è sempre stato in prima linea per la pace e il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Difendere il Venezuela non è solo una questione di rispetto del diritto internazionale e della sovranità di un popolo, ma è anche un atto di solidarietà verso una rivoluzione socialista che sta costruendo un nuovo modello di società.

Ai guerrafondai va ricordato che le bugie hanno le gambe corte, e se pensano di sconfiggere il chavismo in poco tempo si sbagliano di grosso. Il popolo venezuelano nella sua stragrande maggioranza tiene alle conquiste della rivoluzione ed è cosciente che con un cambio al potere queste sarebbero immediatamente liquidate.

Tuttavia il decadimento dell’impero USA, con al potere un folle come Trump, potrebbe anche far perdere ogni inibizione all’imperialismo e fargli sfoderare un attacco frontale su larga scala. Il rischio di un estensione del conflitto su tutto il continente non è da sottovalutare, ma attenzione alla voglia di sovranità dei popoli latino-americani. In caso di guerra sarebbero costretti a ritornare alla resistenza armata, con nuove forme di guerriglia che potrebbero portare all’insurrezione di tutto un continente e alla messa in discussione definitiva dell’impero USA.

Il destino dell’imperialismo è quello di scomparire, una tigre di carta diceva Mao, basta un fiammifero per incendiare tutto. La rivoluzione Bolivariana è un focolaio che deve essere estinto prima che il suo esempio diventi “virale”, noi del POP ne siamo già stati contagiati.

Leonardo Schmid, segretario politico del Partito Operaio e Popolare, candidato al CdS Lista 2, n°5, candidato al GC lista 2, n°38

Domanda al Consiglio Federale presentata dal nostro compagno e deputato al Consiglio Nazionale Denis De La Reussille.

In vista della situazione prebellica in Venezuela, chiediamo al Consiglio federale di agire con urgenza per promuovere una soluzione negoziata che possa portare pace e stabilità nella regione. Gli Stati Uniti tentano di imbarcarsi in un conflitto armato per provocare una conflagrazione generale nella regione e una terribile sofferenza per tutte le popolazioni civili.

Il Consiglio federale intende intervenire per cercare di evitare un simile conflitto?

 

 

 

 

 

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