Navigazione su lago Verbano con la privatizzazione si inizia subito molto male!

Protesta del POP contro la privatizzazione della Navigazione sul Lago Maggiore

Il Partito operaio e popolare protesta contro la privatizzazione della navigazione sul lago Maggiore, chiediamo una nuova statalizzazione.

Gepostet von Partito operaio e popolare – Ticino am Samstag, 16. Februar 2019

La prima stagione estiva con il regime privato è finita e della gloriosa lotta dei marinai-pirati cos’è rimasto?

Sul piano dell’occupazione, iniziamo col dire che il personale è semplicemente dimezzato. Molti dipendenti non hanno accettato la drastica riduzione dei salari e hanno rifiutato di firmare i nuovi contratti. Solo pochi sono stati sostituiti, offrendo salari accettabili solo per qualcuno che abita oltre confine.

Il privato, per ridurre l’occupazione, ha subito iniziato a smantellare il servizio all’utenza, togliendo la presenza del personale a terra che accoglie i passeggeri allo scalo, andando a diminuire la sicurezza nella manovra di attracco e togliendo quella figura utile per fornire informazioni all’utenza.

La riduzione del servizio tocca certamente con maggiore impatto il Gambarogno, dove non solo i moli non sono più sorvegliati, ma quello di Vira e quello di Gerra sono totalmente inutilizzati, infatti le corse estive faranno tappa solo a San Nazzaro e Magadino. Sempre in Gambarogno la linea di servizio pubblico, adesso finanziata dal Cantone, ha degli orari che non garantiscono le coincidenze con gli altri mezzi di trasporto pubblico, ciò che per molti utenti pendolari significa alzarsi un’ora prima per andare a lavorare o a scuola.

Con la privatizzazione però il personale non solo è diminuita l’occupazione, chi lavora ha visto i propri salari diminuire drasticamente, da quest’anno di oltre il 25%. Se nel 2018 i danni sono stati contenuti con i contributi straordinari del Cantone e del comune di Locarno, essendo che quest’ultimi non sono stati rinnovati, nel 2019 i salari sono diminuiti di altri 500 franchi al mese. Mai sazio, Ferrazini ha voluto l’introduzione di un sistema di flessibilità oraria estremamente elastico ed è diventato praticamente impossibile beneficiare dei supplementi salariali per gli straordinari, provocando di fatto un ulteriore diminuzione del reddito. Inoltre l’accordo di transizione dalla NLM al consorzio con la SNL, per il quale il Consiglio di Stato si è fatto garante, non è stato rispettato nemmeno rispetto alle garanzie pensionistiche che offriva la cassa pensione FART, richiesta sulla quale i marinai avevano particolarmente insistito.

Nel settembre del 2017, dopo lo sciopero, avevamo proposto a UNIA, Sev, e OCST di pianificare una stagione di lotta per contrastare la privatizzazione. Suggerivamo che durante la negoziazione per il CCL, mantenendo la posizione ferma sulle garanzie ottenute dall’accordo con il Governo, il signor Ferrazzini si sarebbe fatto da parte portando alla rottura del consorzio e aprendo la strada ad nuova statalizzazione del servizio, integrandolo nelle FART.

La scelta strategica di contestare la privatizzazione non è mai stata considerata, fu considerata come un fatto ineluttabile, benché alcuni sindacalisti abbiamo cercato di continuare ad organizzare la lotta dei marinai. Infatti ad inizio anno la stagione di lotta era partita bene, con un’assemblea in Gambarogno aperta alla popolazione e una giornata di sciopero, che però è arrivata tardi e dopo la quale non si è più mosso nulla. Ora la stagione si conclusa con un CCL che permette a Ferrazzini di ricevere i finanziamenti pubblici, senza che l’accordo firmato tra Governo e sindacati nel luglio 2017, dopo 21 giorni di sciopero, venga rispettato, esattamente come avevamo denunciato, con le privatizzazioni ci rimettono sempre sia gli utenti che i dipendenti.

Il Partito Operaio e Popolare ribadisce quanto sia dannosa per tutta società la continua privatizzazione di proprietà e servizi pubblici. Per la navigazione chiediamo la revisione degli accordi in vigore, sia sul piano internazionale, sia le direttive federali, ma soprattutto l’accordo tra Consiglio di Stato, il signor Ferrazini, e i sindacati, che hanno sdoganato la privatizzazione a gratis (anzi sponsorizzata dal Cantone) del servizio pubblico della navigazione sul lago Verbano. Noi crediamo che un Governo che fa gli interessi del popolo ticinese debba fare di tutto per offrire un servizio di trasporto collettivo attraverso e lungo il lago, di proprietà pubblica, rispettoso dei diritti di chi vi lavora, moderno e ecologico, per lavoratori/rici, allievi/e, studenti/esse, pensionati/e, e che possa anche sostenere, quanto possibile il settore turistico.

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