Solidarietà con la rivoluzione venezuelana

Il 23 gennaio è un giorno importante per il Venezuela. Si tratta infatti dell’anniversario dell’insurrezione popolare contro l’ultima dittatura militare in Sudamerica che ha avuto luogo 61 anni fa. Ora l’opposizione tenta di abusare di questa ricorrenza. Il Presidente del Parlamento e leader dell’opposizione Juan Guaidò, in occasione di un comizio, si è autoproclamato presidente, e ha dichiarato di avocare a sé competenze governative. Ha inoltre incitato l’esercito a stare al suo fianco. Questo tentativo di golpe è stato immediatamente sostenuto dagli Stati Uniti, dal Canada e dal Brasile, che hanno riconosciuto Juan Guaidò come Presidente. Il presidente francese Macron ha invitato gli Stati dell’Europa unita a fare lo stesso.

Il Partito svizzero del Lavoro condanna fermamente questo tentativo di colpo di stato, sostenuto massicciamente dalle forze imperialiste europee e statunitensi, e rinnova la propria solidarietà alla rivoluzione venezuelana, nel nome di Simón Bolivar. Il Partito invita il Governo svizzero a condannare l’agire di Juan Guaidò, e confermare Nicolás Maduro come presidente democraticamente eletto : ogni altra opzione equivarrebbe al sostegno di un colpo di stato.

Il Partito svizzero del lavoro è solidale con il popolo venezuelano, che lotta eroicamente per la difesa dei valori rivoluzionari e della democrazia. A Caracas, capitale del Venezuela, decine di migliaia di persone hanno marciato contro il tentato golpe, e hanno così impedito la presa del potere da parte dell’opposizione. Uno dei partecipanti alla dimostrazione ha rilasciato questa dichiarazione alla stazione televisiva Tele Sur: “Diciamo no all’intervento imperialista. Ci troviamo in una situazione molto difficile. Il popolo venezuelano deve stare allerta e non cadere nella trappola dell’estrema destra che, con l’appoggio degli USA, tenta di legittimare una politica interventista.” Con questo l’intervistato alludeva alla circostanza che Guaidò è stato riconosciuto come presidente dagli Stati Uniti e da altre nazioni.

Il Presidente del partito comunista venezuelano (PCV) Oscar Figuera in questo contesto da giorni richiede elezioni anticipate, e la formazione di un governo di unità popolare rivoluzionaria, al quale dovrebbero associarsi le organizzazioni popolari, i movimenti sociali, i movimenti sindacali e altre forze analoghe. Il PCV auspica inoltre che il governo intraprenda le misure necessarie per contrastare la crisi del sistema capitalista a favore del popolo lavoratore. I comunisti hanno pure lanciato l’appello a partecipare alle manifestazioni conto il colpo di stato “ per difendere la patria e i diritti acquisiti del popolo”.

Nicolás Maduro è stato rieletto alla guida del Paese con il 67 per cento dei voti il 10 gennaio 2019. Malgrado le elezioni siano state riconosciute come legittime e esenti da brogli da centinaia di osservatori esterni, l’Europa e gli USA si rifiutano di riconoscere la legittimità della nomina di Maduro. L’obiettivo dichiarato dell’opposizione era far cadere Maduro entro sei mesi. A questo scopo i media europei hanno propagato molta disinformazione. Il Partito svizzero del lavoro conferma il proprio appoggio al processo rivoluzionario e si impegna per un’informazione corretta che sconfessi le bugie e la diffamazione, come pure per la cessazione dell’embargo imperialista. A questo scopo il primo dicembre 2018 il comitato centrale del partito del lavoro ha deciso all’unanimità di entrare a far parte della “ Rete di Solidarietà Europea con la Rivoluzione Bolivariana” fondata il 13 ottobre 2018, all quale oggi appartengono oltre 70 organizzazioni europee.

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