Indicazioni e argomenti del POP – Ticino, sezione del PSdL, per le votazioni cantonali del 25 settembre 2016

 

Iniziativa popolare legislativa generica “Basta con il dumping
salariale in Ticino”: SÌ
In Ticino i salari sono i più bassi della Svizzera, il salario mediano è di 4200 Franchi lordi. La disoccupazione si fa sempre più importante attestandosi circa al 5% e in particolare tra i giovani dove va oltre il 10%, ossia oltre 8’000 disoccupati e almeno altrettanti in assistenza. Le piccole aziende fanno fatica a sopravvivere, il numero di fallimenti è proporzionalmente il più elevato della Svizzera. I colossi industriali e finanziari delocalizzano, come successo alla ex-Invertomatic di Quartino o si rifiutano di pagare le tasse correttamente come le banche di Lugano. Tutto ciò causa una serie di reazioni a catena come la precarizzazione dei posti di lavoro, la diminuzione dei salari, la diminuzione del gettito fiscale per lo Stato con i conseguenti tagli alla spesa. La redistribuzione della ricchezza non funziona e il divario fra ricchi e poveri aumenta. Il 10% dei cittadini più ricchi guadagna ogni anno oltre il 30% del totale dei salari e dispongo di circa l’80% della ricchezza totale, mentre gli altri, i lavoratori e le loro famiglie, si spartiscono le briciole.
In Ticino stiamo vivendo gli inizi della prossima grande crisi del capitalismo, i ceti popolari hanno sempre meno da spendere per far fronte a costi sempre più alti, di questo passo si va dritti verso una forte battuta d’arresto del circolo economico, come è già successo in molto paesi d’Europa.

Controprogetto : NO
Un cerottino su un bubbone purulento.
Le “misure d’accompagnamento”, che avrebbero dovuto salvaguardare il mercato del lavoro, in realtà non sono servite a niente. Tutti i servizi pubblici: trasporto pubblico, telecomunicazioni, scuole, ospedali, energia sono stati sottoposti ai criteri del settore privato. Si investe solo quando c’è un tornaconto economico per il capitale, si spinge il personale a logiche individualiste basate sulla meritocrazia, si tagliano i servizi poco redditizi.
Tutte le associazioni padronali di categoria hanno rimesso in discussione dei diritti sanciti nei contratti collettivi. In alcuni casi, come nelle cave o per il personale delle cure a domicilio, il principio secondo cui dei sindacati possano trattare affinché un intero settore ottenga delle condizioni d’impiego dignitose è rimesso completamente in discussione, da padroni che intendono cancellare i contratti collettivi.

Iniziativa popolare costituzionale “Prima i nostri”: NO
Conseguenza di quanto analizzato sopra :
i Partiti della destra xenofoba hanno gioco facile nel fomentare il populismo che porta alla guerra tra poveri, favorendo solo gli interessi padronali. 


Controprogetto: NO
Specchietto per le allodole.

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