Il Consiglio di Stato del Canton Ticino sempre spudoratamente dalla parte dei profitti, dei ricchi, contro i lavoratori, le lavoratrici e i ceti popolari.

 

Accodandosi a tutti i ministri cantonali delle finanze (che siano socialisti o di destra) il Presidente del Governo ticinese Beltraminelli e il Ministro delle finanze Vitta hanno comunicato l’intenzione del Governo di abbassare l’imposta cantonale sull’utile a 6.5% e di voler diminuire le imposte ai ricchi.

A seguito della Decisione del Parlamento federale di ridurre il carico fiscale delle imprese, con perdite fiscali miliardarie per la cassa federale (cifre a 9 zeri per intenderci), il Consiglio di Stato intende diminuire ulteriormente le entrate fiscali, mentre da anni ci martellano con la “necessità” di ridurre la spesa. Per il Pop questa è l’ennesima dimostrazione che il governo continua a proseguire la politica liberista di masoniana memoria a favore dei ricchi contro la classe lavoratrice.

Il pretesto del Governo federale per abbassare le tasse sul capitale con la riforma III dell’imposizione delle imprese (RII 3) è la preparazione alla finanza modello TTIP, anche se non lo dicono a chiare lettere e al massimo ammettono che c’entra l’Unione Europea. In pratica è un tentativo di riposizionare il capitale Svizzero sul mercato finanziario internazionale che sta conoscendo dei cataclismi dal 2008 almeno. È il tentativo della piccola Svizzera di salvare la prima posizione nella classifica delle economie più attrattive al mondo.

Il governo Ticinese nella risposta alla consultazione richiesta da Berna ammette che “Con ogni probabilità il Ticino sarà tra i cantoni più colpiti dalla riforma delle imprese III”. Ad esempio la (RII 3) tra i numerosi regali alle imprese, abolisce anche la tassa di bollo. Per il Cantone Ticino significa perdere 44 milioni di franchi.

Seguendo le linee di UDC, Lega, PLR e PPD, sommando le proposte che fanno a Berna e quelle che portano avanti a Bellinzona, nel giro di pochi anni le aziende vedranno la loro tassazione diminuire al livello di tassazione più bassa d’Europa, causando però gravi perdite alle casse dello Stato. Gli effetti della riforma si faranno sentire pesantemente e ci obbligheranno, anche grazie al freno al disavanzo che ci hanno fatto votare, a dover combattere contro nuovi tagli al servizio pubblico, alla socialità, ai salari dei funzionari e degli operai del settore pubblico.

Il Partito Operario Popolare continua il suo impegno, con Partito Svizzero del Lavoro e tutti gli alleati ticinesi, contro la Riforma III delle imprese. Continua a raccogliere firme contro la riforma federale e preannuncia il referendum anche contro gli sgravi fiscali cantonali sia alle imprese che alle persone fisiche.

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