Presa di posizione sulla Riforma dell’Imposizione delle Imprese III

Come ci si poteva aspettare, la commissione dell’economia del Consiglio degli Stati ha deciso il 19 novembre di sostenere in gran parte la proposta del Consiglio federale concernente la riforma dell’imposizione delle imprese III (RII III). Tale fatto non potrà che rallegrare le quasi 24’000 multinazionali che beneficeranno di questa riforma e che potranno godere di un regalo fiscale annuale di 2 miliardi di franchi. Come piccola differenza con il Consiglio federale, la commissione auspica “un margine di manovra accresciuto per la diminuzione dei tassi di imposizione del profitto sul piano cantonale”. Concretamente, propone di aumentare la parte dei cantoni all’imposta federale diretta fino al 21,2% al posto del 20,5%. “Con circa 153 milioni di franchi a disposizione, i cantoni avrebbero ancora un più ampio margine di manovra per la diminuzione dei tassi di imposizione del profitto. La Confederazione subirebbe di conseguenza una diminuzione dei ricavi.” aggnge la commissione. In altre parole : i cantoni ricevono 153 milioni di franchi in più, per poterli in seguito distribuire sotto forma di regali fiscali. Il progetto deve adesso essere discusso in Consiglio degli Stati. Considerando gli attuali rapporti di forza in Parlamento, l’adozione di questa riforma sarà un gioco da bambini per i borghesi.

Chi pagherà il conto ? Il PSdL si è espresso nella suapresa diposizione del 22 ottobre 2015 : il Consiglio federale ha adottato un pacchtto di misure di risparmio. Il personale della Confederazione sarà toccato in modo particolarmente forte, dato che a questo livello sono previsti “importanti tagli”, secondo il comunicato stampa del Consiglio federale. Le misure riguarderanno anche la previdenza sociale (180 milioni), l’aiuto allo sviluppo (250 milioni) e la formazione la ricerca (210 milioni).

Tali misure di risparmio hanno un preciso legame con la RII III : i loro effetti negativi sono evidenti già prima che siano discusse in Parlamento, e perciò ben prima della loro entrata in vigore. Un fatto preoccupante, che prova la necessità di fare resistenza contro questa RII III. Ma c’è un altro motivo che ci deve spingere a opporci a questa riforma. In effetti, nello stesso tempo, è in gioco un pilastro centrale dello Stato sociale con la revisione dell’AVS. Una delle misure del Consiglio federale per “risparmiare” sui costi delle rendite è l’aumento dell’età di pensionamento delle donne. Uno sguardo al passato è sufficiente per capire che i regali fiscali alle imprese e lo smantellamento sociale vanno sempre di pari passo : la RII II é stata accettata dal popolo con uno stretto margine di maggioranza nel 2008. Gli alleggerimenti fiscali per le imprese si sono elevati

anche in quel caso a dei miliardi di franchi. Tali regali sono stati finanziati fra

l’altro con la revisione della legge sull’assicurazioe contro la disoccupazione nel 2010, che ha portato 600 milioni di franchi di “risparmi”, vale a dire di diminuzione delle prestazioni per le persone in questione.

Nel suo programma elettorale del 2015 il PSdL ha reso attenti del fatto che “secondo uno studio del 2010 dell’Università di Basilea intitolato *Ricchezza in Svizzera”, le misure fiscali seguenti formano una “tendenza svizzera secolare.” :

  • diminuzione relativa della contribuzione dei grandi patrimoni ;
  • abbandono dell’imposta federale sul patrimonio dal 1959 ;
  • abolizione o diminuzione dell’imposta di successione in parecchi cantoni a partire dagli anni 80;
  • diminuzione delle imposte sul reddito e sulla sostanza ;
  • abolizione dell’imposta cantonale sui guadagni da capitale.

È ora di finirla con questa “tendenza svizzera secolare” ! Il PsdL lancerà un referendum contro la RII III. Invitiamo tutte e tutti a unirsi per questa lotta fondamentale.

Partito Svizzero del Lavoro

21 novembre 2015

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