Intervento in Consiglio nazionale di Denis de la Reussille sull’AVS

Da più di sessant’anni la Costituzione federale non è rispettata.

È stato detto a più riprese da numerosi membri del Consiglio nazionale, ma permettetemi di ricordarvelo, dato che non si tratta di una cosa da poco. Su altri argomenti, certi gruppi parlamentari sono d’altronde molto più pignoli per quel che riguarda il rispetto della nostra Costituzione federale. Essa prevede infatti che le rendite dell’AVS “devono coprire i bisogni vitali in modo appropriato”.

Tuttavia in Svizzera, senza le prestazioni complementari, che all’inizio erano previste solo come misura transitoria ed effimera, almeno 200’000 persone non potrebbero vivere più o meno decentemente. Tale cifra non fa che aumentare, visto che ogni anno 5000 persone in più beneficiano di tale “quarto pilastro” rappresentato dalle prestazioni complementari. Senza contare che molte persone anziane, toccate dalla povertà ma che ignorano i loro diritti, non le chiedono nemmeno.

L’AVS è una assicurazione sociale esemplare. È il primo pilastro della previdenza di vecchiaia, il pilastro collettivo, sociale e solidale, ma anche il pilastro ridistributore della ricchezza. Il sistema di capitalizzazione del secondo pilastro è instabile e minacciato dai rendimenti finanziari, come si è visto nel 2008, quando parecchi miliardi di franchi dell’enorme capitale accumulato dalle casse pensioni sono stati divorati per effetto della crisi. Al contrario del secondo pilastro, l’AVS è basata su un sistema semplice e trasparente, che le ha permesso di superare le crisi e di resistere al forte aumento dell’aspettativa di vita, nonostante numerose previsioni esageratamente negative che non si sono mai realizzate.

L’iniziativa “AVS più”, sostenuta da parecchie associazioni e organizzazioni, mira ad aumentare del 10 % le rendite dell’AVS. Saremmo ancora ben lontani dal mandato costituzionale che prevede la copertura dei bisogni vitali, tuttavia per i pensionati questa iniziativa va chiaramente nel verso giusto. Migliorerebbe la situazione di decine e centinaia di migliaia di persone che vivono nel nostro paese in modo precario, e rafforzerebbe il pilastro sano e stabile dell’attuale sistem di pensionamento.

I costi legati a questo miglioramento delle rendite potrebbero essere coperti da un finanziamento equo e realistico che toccherebbe, per esempio e finalmente, tutti i profitti, come i profitti di capitale e gli altri vantaggi pagati dai datori di lavoro e che per il momento sfuggono al pagamento dell’AVS.

Dal 1975 le rendite sono bloccate. Non accettare di coprire i bisogni vitali con l’AVS porta a una situazione zoppicante e umiliante per i ceti più modesti. Questa iniziativa non chiede l’impossibile, ma semplicemente che un diritto ancorato nella Costituzione dal 1948 sia finalmente applicato.

Nel 2015, in uno dei paesi più ricchi del mondo, non è accettabile che migliaia di nostri concittadini continuino a vivere nella precarietà. Alcune città del nostro paese, come Ginevra, La Chaux-de-Fonds e Le Locle, hanno dovuto introdurre delle prestazioni complementari comunali per alleviare le sofferenze causate dal nostro sistema sociale federale. Voi oppositori di questa iniziativa dovreste porvi questa semplice domanda : come si può vivere con una somma situata fra la rendita minima di 1170 franchi al mese e la rendita massima di 2340 franchi al mese per una persona sola ?

Vi invito a sostenere l’iniziativa “AVS più” e così a tendere infine al rispetto della nostra Costituzione federale.

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