La lobby dell’asfalto non ci sta!

Il 28 febbraio 2016 le cittadine e i cittadini svizzeri voteranno se raddoppiare o no, per il suo risanamento, la galleria autostradale del Gottardo.

Ancora una volta gli interessi in gioco superano le reali ragioni del motivo della votazione.

La lobby dell’asfalto non ci sta a lasciare nelle mani della ferrovia la maggior parte degli spostamenti attraverso le Alpi, soprattutto il traffico delle merci, malgrado l’Iniziativa delle delle Alpi votata una ventina di anni fa. Il suo progetto ci sembra ben chiaro: raddoppiare la galleria autostradale con la scusa del risanamento, ampliare quella vecchia in modo che possano passare i grossi camion UE e poi presentare un’iniziativa per la modifica della Costituzione per poter utilizzare tutte le quattro corsie. Iniziativa che hanno sicuramente già pronta nel cassetto e che già sta facendo cambiare idea alle Autorità del canton Uri, preoccupate soprattutto di eliminare le colonne dalle loro strade.

Il disegno era già ben chiaro dall’inizio, quando nel comitato promotore del risanamento-raddoppio sette membri su dodici hanno dei mandati in società di costruzione di strade e gallerie.

È evidente che con una seconda galleria la strada diventerebbe più attrattiva.

Sarebbe però un vero sabotaggio della galleria ferroviaria di Alptransit, per la quale si son spesi diversi miliardi. Ancor prima di poter verificare gli effetti positivi di quest’opera, dopo aver pianificato, con il suo funzionamento, lo spostamento del traffico merci e passeggeri dalla strada alla ferrovia, ancor prima di aver speso gli ultimi soldi per la sua realizzazione, già si vuole spendere altri tre miliardi. Questo in barba ai tagli che la Confederazione ha intenzione di mettere in atto, perché secondo loro le istituzioni sociali devono essere smantellate e il personale della Confederazione deve essere ridotto.

Le autorità federali sono complici di questo progetto.

Da una parte si propongono come paladini dell’ambiente, dall’altra decidono di avvallare il raddoppio del traffico autostradale sull’asse del San Gottardo sulla base di cifre fasulle. Le contraddizioni dell’Ustra, che negli ultimi mesi ha presentato delle cifre ben diverse da quelle a disposizione al momento delle votazioni parlamentari, creano delle opinioni contrastanti tra le cittadine e i cittadini. Si direbbe che tutto questo sia voluto.

L’esempio di cosa succederà in caso di raddoppio non sta molto lontano. Basta andare a vedere cosa succede al Brennero: su questo asse a quattro corsie, nel 2013, sono transitati1,9 milioni di veicoli pesanti, il doppio rispetto al San Gottardo.

Anche qui la popolazione non accetta questa valanga di veicoli e insorge:

«I veleni e il rumore rubano qualità di vita e anni di esistenza soprattutto ai bambini e alle persone anziane lungo l’asse di transito», spiega ad esempio Christoph Moar, 42 anni, fondatore del movimento «Frisch Luft – Aria Fresca». Dal 2010 siede nel consiglio comunale di Chiusa (Alto Adige) e chiede «interventi immediati per il contenimento del traffico di transito e per ridurre gli effetti nocivi per la popolazione lungo le vie di transito.» (Iniziativa delle alpi, 15.11.2015)

In Ticino la situazione è altrettanto catastrofica dal punto di vista ambientale, soprattutto nel sud del cantone e nel Mendrisiotto. Dove si continua ad avere dei valori elevatissimi di inquinanti atmosferici. Nel solo mese di dicembre 2015 per ben 24 giorni su 30 si è superato il limite fissato dall’Ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico. La stessa Ordinanza che ammette il superamento di tale soglia giornaliera una volta all’anno e invece nel 2015 ben 61 volte.

Le polveri sottili in questione possono causare frequentemente delle malattie gravi come le crisi asmatiche, le bronchiti croniche, i tumori broncopolmonari, gli infarti cardiaci, l’ipertensione arteriosa.

Vari studi pubblicati da medici specialisti preconizzano la riduzione drastica delle polveri fini. Un passo importante per riuscire a fare questo è quello di trasferire le merci sulla ferrovia.

Chi oggi vuole il raddoppio della galleria autostradale deve essere ben cosciente che peggiorerà la salute di tutta la popolazione.

A noi preme ribadire che al centro di tutto ci sta la collettività e l’ambiente. Noi vogliamo cambiare la società quindi calcoli economici e di redditività vengono in secondo piano, al massimo influenzeranno la scelta di chi è nel campo borghese.

La politica del traffico deve restare quella più rispettosa della salute della popolazione e della salvaguardia dell’ambiente.

Quindi NO al raddoppio e ancora NO AL RADDOPPIO!

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