Dumping salariale

 

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Leo Schmid. Commesse pubbliche a chi viola la legge sugli appalti.
Venti franchi all’ora e forse anche meno, questo il futuro salariale del settore per l’AIGT e la destra in Consiglio di Stato! UNIA ha scoperto e denunciato il primo caso di dumping salariale nel settore del granito. Ad essere preso con le mani nel sacco è stato niente meno che il presidente dell’associazione padronale Mauro Bettazza. Presidente che ha fatto di tutto per cancellare il contratto collettivo del settore. Approfittando anche della collaborazione del Consigliere di Stato leghista Zali. L’ex giudice sa benissimo che senza CCL il padronato offrirà paghe accettabili solo da frontalieri, ma permette ai cavisti di concorrere agli appalti pubblici violando la legge sulle commesse pubbliche, che prevede il rispetto dei diritti dei propri dipendenti da parte delle aziende in concorso.
Il presidente dell’AIGT si permette di fare il bello e il cattivo tempo perché cosciente del sostegno della politica della destra. Prima dello sciopero del mese di giugno tutti i datori di lavoro o quasi hanno affermato che mai avrebbero messo in dubbio il diritto al prepensionamento, ma due mesi dopo, in trattativa, hanno tranquillamente comunicato che dopo il 2015 non è più intenzione dell’associazione padronale d’impegnarsi per proseguire con il pensionamento a 60 anni.Negli ultimi mesi si scopre poi che il presidente assume tranquillamente operai a 1000.- franchi in meno al mese (rispetto al CNM e al vecchio CCL), nella propria azienda! Mentre la Lega continua la campagna anti frontalieri, che rubano il lavoro. Ma di chi è la colpa?

Mobilitazione unitaria
Responsabile della concorrenza al ribasso tra operai (residenti o frontalieri che siano) è chi vuole cancellare i diritti di chi lavora. Solo con una mobilitazione unitaria, tra lavoratori del settore e cittadini, in difesa di posti di lavoro dignitosi, si potrà fermare la volontà di smantellamento dei diritti conquistati in passato e la perdita di altri posti di lavoro dignitosi per chi vive in questo cantone.
Nelle valli molti sono direttamente o indirettamente legati all’attività economica delle cave. La riduzione dei diritti e dei compensi per gli operai avrà conseguenze anche su altri, per cui invitiamo tutti a esprime il malcontento nei confronti del padronato delle cave che pensa solo al proprio portafoglio. Padronato e politica di destra si sono dimostrati due facce della stessa medaglia ancora una volta. Ma noi sappiamo che c’è chi la pensa diversamente.