Il Partito operaio e popolare, alle elezioni, in piazza e nel PSdL.

Dopo il lancio del Pop abbiamo organizzato 5 assemblee sul territorio cantonale per presentarci e discutere con la popolazione del nostro progetto. I nostri mezzi non sono molti, contiamo sui nostri salari e le nostre pensioni, non abbiamo sponsor miliardari come i partiti di destra, per cui aver coinvolto oltre 50 persone ci sembra un buon inizio. Tra di loro molti neofiti della politica che ci hanno incoraggiato a difendere le nostre idee alle elezioni, ma soprattutto a portarle in piazza lanciando l’idea di una manifestazione cantonale per “l’unità tra chi lavora, l’occupazione e diritti”. I compagni e le compagne presenti hanno inoltre dichiarato di essere favorevoli ad un’adesione del Pop al PSdL.

Come già anticipato alle elezioni parteciperemo, se e come lo deciderà l’assemblea costituente che si terrà il 17 gennaio. Il gruppo di compagni che coordina la fondazione del Pop ha ricevuto un’offerta dal Partito Socialista per candidarsi con loro e a sua volta ha invitato i rappresentati della lista MpS-PC a valutare una possibile alleanza. Siamo convinti d’avere punti in comune con altre formazioni politiche ticinesi e sebbene non si faccia politica nelle stesse organizzazioni, pensiamo sia corretto unire le forze quando si è deboli. La sinistra che lotta e che propone la trasformazione sociale può andare lontano se unita di tutte le sue componenti.

Invece negli ultimi giorni vi sono stati vari battibecchi distruttivi a proposito dell’ennesima divisione a sinistra. Il Partito operaio e popolare, nasce dall’esigenza di numerosi compagni d’organizzarsi politicamente, perché allontanati o tenuti lontano, dal partito che volevano sostenere, il PC. Il Pop non intende contrapporsi a Max Ay e banda, bensì coinvolgere i lavoratori e le loro famiglie nella vita politica attiva, per riuscire a rappresentare gli interessi dei ceti popolari. Militiamo quotidianamente per far crescere la coscienza, tra la maggioranza del popolo, che urge organizzarsi per cambiare modello di sviluppo, perché una forte crisi del capitalismo sta per colpire il nostro cantone. Così facendo abbiamo unito compagni e compagne che da anni non militavano più, ora vogliamo unire operai, studenti, pensionati in un movimento d’opposizione alla destra e di cambiamento per un Ticino nuovo.