Perché ci presentiamo alle elezioni cantonali?

A duecento anni dalla nascita di Karl Marx, è sempre valida la tesi secondo la quale il capitalismo è un sistema che divide la società tra la classe degli sfruttatori e la classe degli sfruttati. La classe al potere continua ad agire contro le classi popolari con sempre più arroganza, sia sul piano internazionale, sia su quello nazionale e cantonale. Il potere politico è succube di questa arroganza e si adopera per far ricadere tutti gli effetti della crisi internazionale del capitalismo/imperialismo sulle spalle delle classi popolari, ossia la parte di popolazione che rappresenta la lista MPS-POP-Indipendenti.

La Grande coalizione del capitale che ci governa a tutti i livelli (PLR, PPD, UDC-Lega, PS) scricchiola, e la politica si riempie di scandali a valanga, di accuse valide e di bufale, e ognuno ha paura di perdere il suo posto tra i potenti. Finora, nella confusione generale di chi non sa spiegare la crisi sistemica, e la marginalizzazione delle forze anti-capitaliste, il malcontento che cresce tra le classi popolari negli ultimi anni si è espresso attraverso il voto per le forze di estrema destra. La Lega e l’UDC accusano i migranti di essere i responsabili della crisi, e mai si mettono in contrasto con la logica del profitto per i padroni e i finanzieri.

Invece le persone migranti sono parte della maggioranza, assieme a lavoratrici e lavoratori, disoccupati/e, pensionati/e, studenti/esse, artigiani/e, piccoli/e commercianti e contadini/e, fanno parte delle classi oppresse e degli sfruttati, in Svizzera come in qualsiasi paese.

Il movimento operaio deve vederle come parte integrante del movimento contro chi comanda, e non come una minaccia. Il movimento comunista segue un’ideologia scientifica e non fa distinzioni di razza tra gli esseri umani. Siamo per l’uguaglianza tra le persone e affermiamo che il solo conflitto che vogliamo combattere è quello che ci è vitale, il conflitto di classe a favore degli sfruttati contro gli sfruttatori.

Con l’attuale regime, i soli stranieri benvenuti in Svizzera sono i capitalisti, i dittatori e i re più ricchi e sanguinari – Capi di Stato di Arabia Saudita e Israele su tutti. Gli stranieri che vanno bene a chi comanda in Svizzera sono quelli che beneficiano dei servizi e dei “buoni uffici” della neutralissima Confederazione Elvetica. Sono le aziende per la guerra Ruag e Pilatus, i colossi della finanza Ubs e Credit Suisse, attorno ai quali ruota tutto il comparto che regge il segreto bancario, la triade della speculazione sulle materie prima Gelncore, Vitol e Trafigura, la campionessa mondiale di speculazione sugli alimenti Nestlé, le sorelle delle pasticche Novartis e Roche, che ci comandano.

Questi monopoli finanziari e industriali che detengono il potere, oltre a sfruttare e a inquinare in tutto il mondo, spingono la politica in Svizzera ad essere sempre più anti popolare. In Ticino i conflitti tra le classi non mancano. Le Officine FFS di Bellinzona e i lavoratori edili fanno parlare i giornali, ma la lista delle vertenze sindacali è lunghissima: Navigazione di Locarno, OVS, Uffici Postali, Case per Anziani, Capannoni della moda, dipendenti comunali e cantonali.

Con una cricca dirigente avida e senza scrupoli il Ticino è diventato campione svizzero di infrazioni alla legislazione sul lavoro, di dumping salariale, di rischio di povertà, dei lavoratori poveri, della disoccupazione (ILO), della crescita dell’assistenza, dell’opacità nelle commesse pubbliche.

In tutta la Svizzera, e in Ticino in particolare, sia nel settore pubblico, di cui rimane poco o nulla, sia nel privato le condizioni di lavoro continuano a degradarsi : più ore di lavoro, più disoccupazione, più stress, più precariato, meno tempo libero, meno salario, meno salute, zero certezze. Alle classi popolari ed in particolare a chi lavora serve ritrovare l’organizzazione per condurre la lotta contro il capitalismo. Bisogna ricostruire una cultura di classe, demolita oggi dalle culture neo-liberiste che imperano quasi indisturbate da 30 anni.

Solo il movimento operaio, guidato da donne e uomini di ogni età, organizzati in un partito solido, può e dovrà assumere una valenza rivoluzionaria, ma solo se esse ed essi sapranno lottare in un movimento ampio al quale dovranno partecipare tutte le classi oppresse. È ora che la popolazione inizi a prendere coscienza della necessità di un profondo cambiamento sociale e politico, bisogna costruire un movimento popolare unito a partire dalle condizioni sociali che ci accomunano quali oppressi e sfruttati, lasciandoci alle spalle le divisioni ideologiche.

Il primo importante traguardo da raggiungere è la generalizzazione della lotta di classe, l’organizzazione operaia può funzionare unicamente se è capillare e presente in ogni ambito, se si riesce ad aprire in maniera più grande la partecipazione delle classi sociali oppresse allo spazio sociale e politico. Oggi si privatizza tutto, anche la politica, mentre le persone subalterne non hanno possibilità di rappresentanza reale. Noi vogliamo capovolgere questo rapporto di forza e stabilire un nuovo ordine e delle nuove relazioni sociali.

Siamo convinte/i che che le ragioni per organizzarsi e lottare contro l’attuale modello politico ed economico, contro l’andamento del mondo del lavoro, contro l’impoverimento della popolazione in Ticino, non mancano.

Contro il capitalismo, il patriarcato, il razzismo, VOTA LA LISTA 2 “MPS-POP-Indipendenti” : per l’uguaglianza, la libertà e il socialismo.

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